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Ausl Unica, un nuovo passo avanti: tutto il Cesenate dice "sì"

La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria del Cesenate, riunita venerdì mattina nel Palazzo Comunale di Cesena, ha approvato all'unanimità, come unico punto all'ordine del giorno, il documento

La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria del Cesenate, riunita venerdì mattina nel Palazzo Comunale di Cesena, ha approvato all’unanimità, come unico punto all'ordine del giorno, il documento inerente il “Confronto sulla proposta di legge regionale per la costituzione dell'Azienda Sanitaria Unica della Romagna”. A conclusione della seduta il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, che è anche presidente della Conferenza territoriale cesenate e coordinatore istituzionale di Area Vasta Romagna, ha espresso piena soddisfazione, sottolineando che “l'incontro di oggi ha rappresentato un ulteriore passo avanti nel percorso di confronto per la costituzione dell'Azienda sanitaria unica della Romagna avviato all’interno della Conferenza, con la condivisione di tutti i Comuni del nostro territorio”.

Alla seduta hanno partecipato l’Assessore Marino Montesi per la Provincia di Forlì-Cesena, il Sindaco Paolo Lucchi per Cesena, l’Assessore Claudio Valbonesi per Bagno di Romagna, il Sindaco Roberto Buda per Cesenatico, il Vicesindaco Franca Fabbri per Mercato Saraceno, l’Assessore Vincenzo Pollini per Montiano, il Sindaco Franco Cedioli per Roncofreddo, l’Assessore Angela Benedetti per San Mauro Pascoli, il Sindaco Elena Battistini per Savignano, il Vicesindaco Odo Rocchi per Sogliano, il Vicesindaco Federico Sensi per Verghereto, l’Assessore Vincenzo Pollini per Montiano, l’Assessore Enrico Cangini per Sarsina.

L'azienda unica, si legge nel documento, dovrà “essere innanzitutto considerata come occasione di consolidamento e miglioramento della qualità dei servizi sanitari e socio-sanitari romagnoli, della loro diffusione territoriale ed accessibilità da parte di tutti i cittadini del bacino romagnolo. La Conferenza  chiede alla Regione Emilia-Romagna di “considerare il confronto e la concertazione con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze associative delle imprese, strumenti irrinunciabili in ogni fase della programmazione dei servizi sanitari e socio sanitari romagnoli e della definizione degli assetti organizzativi della costituenda azienda unica”.

Chiede di “porre attenzione ai futuri strumenti di governance, al fine di non limitare l’autonomia e la partecipazione di tutti gli enti locali nella futura CTSS romagnola, valorizzando al contempo il ruolo dei Distretti socio-sanitari e di tendere in ogni fase al pieno coinvolgimento dei soggetti, sia pubblici che privati accreditati, che compongono il Servizio Sanitario regionale e possono concorrere al mantenimento e allo sviluppo degli attuali standard qualitativi del sistema romagnolo”.

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