Ausl unica, Cappeli (Pdl): "Non si gioca a Monopoli con la salute"

" Toto-nomine, rapporti di forza, vertici segreti di maggioranza, risentimenti, diktat regionali: ci sarebbero tutti gli ingredienti per una trama di un'interessante spy-story da leggere sotto l'ombrellone"

"In questi giorni - scrive Riccardo Cappelli del Pdl - stiamo assistendo ad un dibattito surreale sui quotidiani locali riguardo al progetto di unificazione delle quattro aziende sanitarie romagnole. Toto-nomine, rapporti di forza, vertici segreti di maggioranza, risentimenti, diktat regionali: ci sarebbero tutti gli ingredienti per una trama di un'interessante spy-story  da leggere sotto l'ombrellone, se non si trattasse purtroppo di decisioni che finiranno per impattare pesantemente sulla qualità della vita di oltre un milione di cittadini".

"E' desolante notare - aggiunge - che gli amministratori dei nostri territori sono impegnati in ciò che appare, né più né meno, come un gioco di potere tutto interno al centro-sinistra, mentre non si discute minimamente degli utenti e dei loro bisogni. Personalmente il dibattito sulla Asl unica non mi appassiona più di tanto nel momento in cui diventa una semplice divisione tra fazioni, senza approfondire in dettaglio gli effetti sulla qualità dei servizi".

Se la motivazione di fondo di tale percorso di unificazione è l'insostenibilità economica del modello sanitario attuale, reso evidente da un bilancio 2012 dell'Asl di Cesena che raggiunge l'equilibrio solo grazie a nuovi criteri contabili introdotti in corso d'anno dal legislatore, mi interesserebbe capire come si intenda, in concreto, garantire in futuro i risparmi di spesa, tenuto conto che i processi di accentramento non portano automaticamente a minori costi. Una prova è data proprio dalle politiche di area vasta degli ultimi anni, che fino ad ora sul fronte dei costi amministrativi e burocratici hanno prodotto risultanti molto deludenti. Vogliamo sapere, inoltre, come potrà la nuova mega struttura assicurare il coinvolgimento dei territori ed in particolare dei piccoli comuni, la cui voce rischia di diventare sempre più marginale".

"Ma anche conoscere il destino dei tanti operatori sanitari che in questi anni hanno lavorato e acquisito professionalità nelle singole aziende sanitarie attraverso contratti interinali e borse di studio. C'è infine la questione del nuovo ospedale di Pievesestina, che in base alle affermazioni del sindaco Balzani di Forlì sarebbe di fatto già decisa. Su questo punto è necessario capire quali siano le reali motivazioni del progetto, che fine faranno le decine di milioni di euro investite negli ultimi anni per adeguare strutturalmente e tecnologicamente l'ospedale Bufalini, come evitare una pesante speculazione edilizia e garantire al contempo il reperimento delle risorse che si annunciano proibitive in tempo di crisi".

"Di questi ed altri temi vogliamo discutere, senza pregiudizi, in un dibattito
vero che non consideri il futuro della sanità romagnola come il gioco del
Monopoli, ma si basi sulle persone e sulle loro esigenze. Un punto di partenza potrebbe essere la convocazione di un consiglio comunale interamente dedicato al progetto della Asl unica romagnola, è una proposta che abbiamo già formalizzato durante l'ultima riunione della conferenza capigruppo e sulla quale attendiamo di conoscere l'opinione delle altre forze politiche".

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