Aumenti Tari, la presa di posizione di "Cesena SìAmo Noi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Siamo in piena scadenza della seconda rata della famigerata ed odiata Tari ed il nostro Movimento non può astenersi dal far sentire la propria voce. Premesso che la Tari è una tassa e il servizio si esplica nel corrispondere da parte del cittadino un prezzo a fronte del ritiro dei rifiuti da parte del Comune. La natura è quindi di tipo contrattuale e come tradizione legale insegna, il contratto prevede l'accordo di 2 o più parti. Dov'è l'incontro delle proposte se il cittadino non ha alcuna voce in campo? Il prezzo, o tariffa  viene stabilito da Atersir, cioè un Ente regionale di secondo livello, non eletto da nessuno, costituito dai rappresentanti nominati dai sindaci dell'area interessata.

Stabilita la tariffa intervengono altri soggetti: in primis l'azienda che si aggiudica il servizio, che in molti casi sub appalta il servizio ad altri soggetti che, a loro volta possono ulteriormente sub appaltare ad altri soggetti. Questo è il caso di Cesena, ove Hera, in proroga, sub appalta a Formula Ambiente, che a sua volta affida il servizio reale ad unna Coop sociale, le cui rivendicazioni contrattuali sono già state ospitate sulla stampa locale. Sempre a Cesena, sotto la spinta e l'incalzare delle minoranze, siamo riusciti ad "internalizzare" almeno il servizio di riscossione, operando un risparmio di 200mila euro, passando dai 550mila che esigeva Hera, agli attuali 350mila operati da un'azienda riminese, con due gravi vulnus:

In primo luogo di questo risparmio non v'è alcuna traccia nelle tariffe. Secondariamente le attuali tre rate contro le quattro richieste  non permettono alle famiglie di venire gravate in maniera più leggera e quindi, di contribuire ad aumentare la riscossione generale. Va inoltre aggiunto che localmente siamo in piena raccolta differenziata, con una percentuale che supera il 60%. Questo dato indica che il grosso del lavoro viene svolto a monte direttamente dai cittadini, ma anche questa prestazione non viene minimamente riconosciuta in tariffa. Infine il numero degli abitanti è in calo, così come la produzione di rifiuti, come giustificare allora l'aumento medio del 7%? Come Movimento stigmatizziamo il comportamento di questa sindacatura, posto che oltre una dozzina di comuni a noi limitrofi si sono attivati al Tar per contestare questi assurdi aumenti, mentre l'amministrazione locale nulla ha fatto in tal senso. Ci auguriamo che il cittadino tragga le proprie conclusioni".

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