Asp valle del Savio, Bartolini (PdL): "Ormai è un'Azienda Speciale del PD..."

"Come da noi del PDL previsto, nella rossa Asp Cesena ci sono più generali che soldati: una volta sostituito l'attuale dg con uno nuovo, l'azienda avrà quattro dirigenti e quattro impiegati" ha detto il consigliere

“ I nodi vengono al pettine. Come da noi del PDL previsto in occasione dell'approvazione  della Legge Regionale 3 del 2003 che ha previsto le Aziende Speciali, nella rossa Asp Cesena - Valle Savio    ci sono più generali che soldati: una volta sostituito l'attuale direttore generale con uno nuovo, l'azienda avrà quattro dirigenti e quattro impiegati. Ma ciò che è peggio è che il Pd , che già ha come Presidente un ex Consigliere Provinciale del PD,  vuole  oramai  mettere completamente   le mani sulla struttura”.

Sul caso del direttore generale dell'Asp il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl) ha presentato un'interrogazione in Regione, perché “nella procedura adottata ci sono diversi punti poco chiari: nel documento si chiedono le ragioni delle dimissioni anticipate, il motivo per cui non si è proceduto con una selezione pubblica per individuare il nuovo direttore e se la procedura adottata dall'Asp sia conforme alla normativa vigente”.
 
"E' proprio il caso di dire che oramai più che delle ASP queste sono delle ASPD, Azienda Speciale del Partito Democratico - tuona Bartolini

“Non basta riciclare politici nei consigli di amministrazione delle società partecipate, la sinistra vuole imporre uomini di partito pure nella dirigenza di questa aziende. E' proprio il caso che si sta verificando all'Asp Cesena Valle Savio, dove le dimissioni del direttore generale sono state accettate dal Cda nonostante lo stesso le abbia in un secondo momento ritirate e ora l'organo amministrativo sta ora procedendo alla nomina del nuovo direttore generale seguendo un iter anomalo, una procedura inconsueta per l'affidamento del nuovo incarico. L'unico che si è candidato a dirigere l'Asp è  un Assessore Comunale di Forlimpopoli e che ricopre un ruolo importante all'interno del Pd forlivese”, evidenzia Luca Bartolini.

“ Senza entrare nel merito dei probabili meriti professionali ascrivibili all'interessato,  la sua nomina, quindi, sarebbe quanto mai discutibile sotto il profilo dell'opportunità e della trasparenza. Il modo con cui si è evitata ogni selezione pubblica, dà l'idea di come quel posto fosse già predestinato e che si stia facendo una nomina 'ad personam': dalla sinistra abbiamo ancora una volta un esempio lampante di vecchia politica, di quella vecchia politica che vuole arpionare ogni poltrona possibile anche attraverso procedimento non proprio trasparenti e opportuni. Tra l'altro, una volta sostituito, l'ex direttore generale resterà in capo all'Asp, dove sarà dirigente di servizio: quindi con questa operazione non si ha nessun risparmio e c'è un'ingiustificata duplicazione di figure dirigenziali. E con quattro dirigenti al comando di quattro impiegati, si conferma la fondatezza delle nostre preoccupazioni avanzate quando si costituirono le Aziende pubbliche di servizi alla persona. Il rischio è che si vada ad appesantire il bilancio dell'Asp a danno dei servizi erogati ai cittadini utenti – conclude Bartolini - un rischio che in questo momento nessuno si può permettere”.  
 

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