"Salvaguardare la vita di Charlie Gard": anche da Cesena l'appello per il piccolo affetto da una malattia rara

Il Popolo della Famiglia della città malatestiana invita i cittadini "a fare il possibile per aiutare questo grande movimento per la salvaguardia della vita di un bambino innocente"

I genitori di Charlie Gard

Anche da Cesena parte un appello per salvare la vita di Charlie Gard, il bimbo inglese di dieci mesi sofferente di una rara malattia mitocondriale (condizione genetica che provoca progressivamente debolezza muscolare e danni cerebrali). Il Popolo della Famiglia della città malatestiana invita i cittadini "a fare il possibile per aiutare questo grande movimento per la salvaguardia della vita di un bambino innocente. La sua storia è, nonostante il silenzio stampa, finalmente balzata in prima pagina ed anche Papa Francesco ha parlato in difesa di questo bambino che medici, governo Inglese e Comunità Europea vogliono uccidere spegnendo i macchinari che lo sostengono ritenendo la sua vita inutile".

"Le scelte fatte fino ad ora da chi dovrebbe salvaguardare sempre e comunque la vita sembrano invece guidate dalle stesse logiche di morte dei regimi totalitari nazisti e comunisti dove il valore della vita era misurato sulla base di standard che propongono di eliminare chi non è valutato utile o produttivo e che oggi si vogliono imporre nei vari Paesi Europei - continua la nota del Popolo della Famiglia di Cesena -. Il popolo italiano, ancora legato ai valori della vera famiglia e della vita, ha dato la spinta necessaria a far girare lo sguardo del mondo su questa vicenda. Da questa mobilitazione i medici hanno deciso di dare più tempo di vita a Charlie e questa decisione la possiamo chiamare con un solo nome: miracolo".

"Un miracolo fatto da chi ama la famiglia, da chi ama la vita e si spende a difenderla, da chi ritiene ogni vita importante e che lotta contro le scelte disastrose dei matrimoni omossessuali, delle adozioni gay e della mercificazione dei bambini con l’utero in affitto - prosegue la nota -. Il popolo ha smosso mari e monti attraverso i social network e Whatsapp organizzando preghiere, rosari ed incontri, facendo circolare la notizia fino a far mobilitare anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il popolo italiano ha fatto tutto questo, purtroppo come sempre, senza l’intervento dei politici che sono arrivati tardi, quando ormai Charlie sarebbe dovuto già essere morto, solo per fare bella figura, ed ora, che avrebbero la possibilità di intervenire, sono nuovamente scomparsi".

"Di politici che non si preoccupano delle derive morali, che non difendono un bambino che viene condannato a morte perché costa alla società e viene ritenuto un peso, non ne vogliamo più - continua la nota -. Inoltre non ne possiamo più di politici che parlano tutti i giorni di temi che non rispettano il pensiero del Paese e del popolo e sono contro la vita come l’eutanasia per tutti, nascosta dentro la legge delle D.A.T. e come la droga libera. Tutte scelte immorali e contro natura che distruggeranno ancora di più la nostra Italia, baluardo nel mondo dei valori umani, e le nostre famiglie danneggiando i nostri figli portando alla normalità l’eliminazione dei più deboli come la situazione di Charlie".

"Alcuni di noi hanno detto basta e, guidati da coraggiosi come Gianfranco Amato e Mario Adinolfi, si sono impegnati per dare la possibilità ai cittadini di votare un partito che difende la famiglia, la vita e i valori veri dell’uomo impegnandosi in prima persona nella gestione della vita pubblica. Oggi, grazie al Popolo della Famiglia, si può votare un partito serio, con un programma chiaro e con valori condivisibili che nelle ultime elezioni amministrative è stato protagonista in tante città e che, in alcuni casi come nelle vicine Riccione e Riolo Terme, ha vinto sbloccando situazioni politiche che non cambiavano da decenni. Oggi il PDF ha dimostrato di essere una valida alternativa ai mestieranti della politica attaccati solo alla poltrona - conclude la nota -. Quindi con il cuore in mano, pensando che Charlie Gard è come uno dei nostri figli, e che con questo piccolo gesto lottiamo contro la deriva mortifera, chiediamo a tutti i cittadini di mobilitarsi come possono anche mandando una e-mail ai referenti chiedendo di non uccidere il piccolo bambino attraverso la pagina dei contatti del sito dell’ospedale dove viene tenuto che è: www.gosh.nhs.uk. Grazie a tutti coloro che vorranno aiutarci in questa missione".

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