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Antenne di telefonia mobile, Csn: "Installate a ridosso delle case e di una scuola, oltre 100 cittadini protestano"

Cavallucci (Cesena Siamo Noi) commenta le proteste dei cittadini di Calisese: “Ancora una volta messi di fronte al fatto compiuto”

“Si ripresenta a Cesena il problema delle antenne della telefonia mobile che, senza alcun criterio, spuntano come funghi in varie zone del nostro territorio. Ultima frazione ad essere interessata é Calisese dove è in atto una protesta dei cittadini per l’installazione di tre antenne per la telefonia 5G ubicate a ridosso delle abitazioni e, una di esse, vicino ad una scuola”.

C’é nuovamente l’inquinamento elettromagnetico al centro dell’intervento dell’architetto Paolo Cavallucci, esponente di Cesena Siamo Noi, che si dichiara “al fianco” di quegli oltre cento cittadini che, nei giorni scorsi, hanno inviato una dettagliata lettera al sindaco Lattuca mettendo in guardia dai possibili rischi per la salute.

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“Fino ad oggi non c’è stata alcuna risposta. Anche il presidente del quartiere Mario Picone, attraverso una mail, ha sollecitato l’assessore all’Ambiente Francesca Lucchi chiedendo un’assemblea pubblica con la partecipazione dell’Amministrazione comunale, dell’Ausl e di Arpae, l’agenzia di prevenzione ambiente ed energia della Regione. Tutte richieste che, ad oggi, non hanno avuto alcuna risposta”.

Ma la situazione sembra peggiorare di giorno in giorno, tanto che “anche nella frazione di San Carlo - sottolinea Cavallucci - di recente è stata installata un’antenna che crea preoccupazione per i residenti”.

“I cittadini - evidenzia l’esponente di Cesena Siamo Noi - sono esasperati per la continua crescita di tralicci alti 25/30 metri a ridosso delle proprie abitazioni senza che vi sia stato alcun preavviso da parte dell’Amministrazione comunale. Sebbene la normativa regionale (LR 30/2000) fissi dei valori minimi che non devono essere superati, la preoccupazione è comunque palpabile perché queste antenne determinano anche una sostanziale svalutazione economica delle residenze abitative”.

L’impianto di nuove stazioni radio base, come noto, è disciplinato, a livello nazionale, dal Codice delle telecomunicazioni, che le equipara a opere di urbanizzazione primaria e di interesse pubblico. Per installarle basta dunque un’autorizzazione unica la quale coinvolge alcuni enti per l'emissione di pareri (ARPAE, Soprintendenza, Settori del Comune, ecc.): “Nell'era dei cellulari - aggiunge l’architetto di Csn - le aziende hanno sempre più bisogno di ripetitori per migliorare il servizio di copertura della ricezione satellitare. Per installarli, del resto, è sufficiente che un cittadino dia il benestare per la posa del ripetitore sul suo terreno o sul suo edificio, senza preoccuparsi del danno che questo arrecherà alla zona sia sotto il profilo della salute, dell’impatto visivo e del conseguente deprezzamento del valore dei fabbricati. Insomma, pensando esclusivamente ai propri interessi economici (i canoni annui percepiti sono cospicui), una volta acquisiti i pareri, che sono quasi sempre favorevoli, l’azienda richiedente può procedere all’installazione".

La lista civica di Cesena Siamo Noi ha presentato in due occasioni altrettante mozioni in Consiglio comunale, sempre bocciate da Pd e da Cesena 2024.
“Le mozioni che abbiamo presentato (l’ultima a gennaio 2022) - aggiunge il candidato sindaco Marco Giangrandi - chiedevano all'Amministrazione di intervenire adottando un Piano di localizzazione antenne con il relativo regolamento. L’obiettivo era garantire il loro corretto insediamento anche in relazione ai siti sensibili (scuole, parchi, abitazioni, ospedali) minimizzando i valori di campo elettromagnetico prodotti da queste infrastrutture. Inoltre si chiedeva il coinvolgimento e la partecipazione pubblica dei cittadini, quartieri, associazioni, comitati e portatori di interesse, in coerenza con l'art. 32 della Costituzione Italiana che sancisce la tutela della salute come ‘diritto fondamentale dell'individuo’ e che obbliga pertanto lo Stato a promuovere ogni opportuna iniziativa finalizzata a questo obiettivo".

Non è una battaglia facile “ma se saremo eletti - conclude Giangrandi - porteremo avanti tre punti fondamentali: la programmazione delle aree su cui andare ad insediare le eventuali Stazioni Radio Base (SRB); una nuova regolamentazione su come insediare le SRB (distanze dai siti sensibili e abitazioni) e la pubblicizzazione presso i quartieri e conseguentemente un avviso ai cittadini residenti in prossimità dell'installazione”.

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