Antenne a Cesena, "Occorre una moratoria in attesa di una pianificazione urbanistica"

Ancora una volta la Giunta comunale ha riconfermato la sua scarsa attenzione rispetto a questa delicata e complessa tematica, trattata come di secondaria importanza, da gestirsi a livello d'ufficio, col malcelato fastidio di vedersela riproporre con forza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Alla luce di quanto emerso durante i recenti lavori della Seconda Commissione consiliare del Comune di Cesena convocata per affrontare la tematica dell'inquinamento elettromagnetico, il relativo impatto sulla popolazione, le misure fin qui adottate e l'individuazione degli strumenti più adeguati per minimizzare i rischi di esposizione, il Movimento “Cesena SìAmo Noi” intende ribadire la propria posizione, peraltro già espressa in tutte le sedi istituzionali e nelle comunicazioni alla cittadinanza.

Ancora una volta la Giunta comunale ha riconfermato la sua scarsa attenzione rispetto a questa delicata e complessa tematica, trattata come di secondaria importanza, da gestirsi a livello d'ufficio, col malcelato fastidio di vedersela riproporre con forza da qualche comitato cittadino, per un periodo auspicabilmente breve, per farla ripiombare nella zona d'ombra in cui è sempre stata relegata.

Non si spiega altrimenti che ben due assessorati (Urbanistica ed Ambiente) sulla materia delle installazioni delle stazioni radio-base per la telefonia abbiano dato una prova così palese di esercitare le proprie funzioni in aperto contrasto con i principi professati, ma anche con le responsabilità basilari del proprio mandato, relative ai propri compiti di pianificazione territoriale, oltrechè di tutela della salute, ignorando perfino la sussistenza di un Regolamento, approvato dopo un tribolato iter e fortemente voluto dagli ecologisti, dalle associazioni, e dai quartieri negli anni 2005/2006. Uno strumento che poteva essere prontamente utilizzabile, per tentare di porre un freno al proliferare delle “antenne” della telefonia mobile (110 impianti solo nel territorio di Cesena) e che aveva il forte pregio di prevedere precisi momenti di partecipazione ai processi autorizzativi, da parte di associazioni, movimenti, comitati e quartieri. E forse proprio per questo immediatamente affossato.

Ed ora invece di renderne conto alla cittadinanza, ecco la difesa d'ufficio dell'Assessore Moretti del PD, impegnato a dimostrare come di fatto tale Regolamento risulti ormai superato ed inadeguato rispetto all'evolversi della normativa. Ed allora perchè lo stesso assessore, ormai al secondo mandato, non si è preoccupato in questi anni di proporne le necessarie modifiche, di adeguarlo ai tempi, di renderlo uno strumento utile a tutelare gli interessi dei cittadini, oltre a quello dei gestori? Non si è preso certo cura di assumere una qualche posizione, di avvalersi di consulenze tecniche specialistiche, di confrontarsi con altri Comuni che si adoperano per tentare di regolamentare la delicata materia. E che dimostrano da che parte stanno.

A livello della nostra Amministrazione il quadro è invece di estrema confusione. Si continua infatti ad affermare che non è possibile redigere un Piano per le installazioni telefoniche, quando invece Cesena, che non se n'è ancora dotata, è ormai al fanalino di coda rispetto a Comuni come Carrara, Viareggio, Teramo, Fermo, Udine e tanti altri. Il Consiglio di Stato, sezione III, n° 119, del 15 gennaio del 2014, ha ribadito la "legittimità del diniego autorizzativo ai sensi del Regolamento Comunale, riguardante le antenne radiofoniche. La giurisprudenza ha riconosciuto la sussistenza di un peculiare spazio della fonte regolamentare comunale in materia di impianti di cui trattasi, sia al fine di assicurare il corretto posizionamento urbanistico e territoriale degli impianti, sia al fine di minimizzare l'impatto delle installazioni sulle popolazioni.....". Inoltre il TAR del Piemonte in una recente sentenza (la n.1122 del 25/06/2014) ha fornito alcune importanti indicazioni sul potere di pianificazione dei Comuni, precisando che :"I Regolamenti comunali devono suffragare le relative disposizioni mediante adeguata istruttoria tecnica che dia conto delle ragioni per cui certe localizzazioni siano da preferire ad altre e non impediscano in concreto l'erogazione del servizio".

Da che ne deriva che l'unica soluzione accreditata che consenta ai Comuni di governare per quanto è possibile la localizzazione degli impianti sul proprio territorio, limitando l'impatto elettromagnetico, favorendo, cosa di non poco conto, l'installazione su siti pubblici (il che comporterebbe - tra l'altro - sicuri proventi per le casse comunali) è la predisposizione di un Piano di Localizzazione Comunale.
Alla luce di tali evidenze, il Movimento “Cesena SìAmo Noi chiede all'Amministrazione Comunale di Cesena una moratoria, e cioè si chiede di sospendere temporaneamente e cautelativamente le nuove richieste di installazione di stazioni radio-base e quelle relative alle modifiche degli impianti esistenti, alla loro implementazione e riconfigurazione, in attesa della predisposizione di un Piano di localizzazione Comunale, indispensabile affinchè tali impianti rispettino le esigenze di tutela della salute pubblica, ambientale, architettonica e paesaggistica.

Gruppo di Coordinamento del Movimento Cesena SìAmo Noi
Gianluca Amadio, Davide Fabbri, Davide Fagioli, Piero Guiducci, Vania Santi,Vittorio Valletta.

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