Andrea Rossi: "Sto con Giangrandi e Faggiotto, no alle intimidazioni in politica"

Il candidato al consiglio regionale per la lista civica Borgonzoni: "La politica non si fa con l'arroganza e le intimidazioni"

"Domani parteciperò molto volentieri alla cena di raccolta fondi a sostegno di Fabrizio Faggiotto e Marco Giangrandi. Un evento a cui, secondo me, dovrebbero partecipare tutti i cesenati che hanno a cuore la libertà di pensiero e di espressione.   La vicenda Faggiotto-Giangrandi, ma anche quelle che hanno coinvolto Angeli e Castiglia, ci consente di rimarcare la differenza tra noi e la sinistra nelle modalità di fare politica. Il nostro modo di fare politica è differente: noi ricerchiamo il confronto come elemento di crescita, non abbiamo paura delle critiche, ma soprattutto promuoviamo e valorizziamo il dialogo franco e la libertà di pensiero". Lo dichiara Andrea Rossi, candidato con la lista civica Borgonzoni.

"Il caso Faggiotto, che conosco personalmente, è emblematico. Parliamo di un giovane che, con passione, s'interessa alla politica. Spende il suo tempo per informarsi, per approfondire i temi e, quando non è convinto di ciò che vede, incalza l'ente pubblico e, nel sacro nome della trasparenza amministrativa, pretende risposte. Ebbene, anziché offrire tutti i chiarimenti, qual è la risposta? Una querela per diffamazione con una richiesta in sede civile di 100mila euro di risarcimento, addirittura presentata dopo aver terminato il proprio mandato amministrativo, quindi lontano dai fatti contestati. E poi ci lamentiamo che i nostri giovani non s'interessano più di politica. Non voglio entrare nel merito della questione, anche se i precedenti recenti ci dicono che l'Amministrazione sia uscita spesso sconfitta dai contenziosi nei quali è stata coinvolta (Gessi e Castiglia, solo per fare qualche esempio), che anzi hanno dimostrato come prima sarebbe assai più utile guardare alla reale efficacia dell'azione amministrativa. In ogni caso, non è così che s'incoraggia l'impegno delle nuove generazioni. Non è con le punizioni che si forma e si educa la classe politica del domani".

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"Noi siamo per una politica più inclusiva e meno distante dalla gente, ma siamo soprattutto per la libertà di espressione e di pensiero. Invocare l'intervento della Magistratura ogni qual volta si leva una voce di dissenso è il modo più sicuro per scoraggiare la partecipazione politica e per scavare un solco tra la politica e la gente. In una vicenda che ha tante incognite e zone d'ombra, una certezza c'è: noi siamo diversi".

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