Amnesty international, giovani socialisti e studenti chiedono di cambiare le politiche sui profughi

"Abbiamo tenuto un flashmob mirato alla sola critica delle politiche migratorie europee, senza intenzioni europeiste o antieuropeiste, perché ogni persona, indipendentemente dal proprio credo europeista o meno, potesse prendervi parte ed esprimere la propria indignazione nei confronti di"una Europa immobile di fronte a una delle grandi tragedie della nostra epoca.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Il 9 maggio 1950 Schuman annunciò la messa in comune del mercato del carbone e dell’acciaio tra Francia e Germania, una scelta storica per due secolari nemici che pose le basi per l’unificazione europea. In una Europa distrutta dalla guerra, ma vittoriosa contro il nazifascismo, si lanciava un progetto di unificazione fondato sulla cooperazione, sulla fratellanza e sulle convinzioni universaliste e antifasciste delle principali forze politiche e intellettuali dell’epoca. Questa stessa comunità è riuscita nel nuovo millennio a darsi una Carta dei Diritti Fondamentali e ad attribuirle valore legale. Inoltre, ogni stato aderente all’UE ha l’obbligo di sottoscrivere la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali.

L’Unione Europea, insieme ai suoi valori fondativi, è celebrata ogni anno il 9 maggio, giorno del suo lancio pubblico. Per questa ragione, abbiamo scelto la giornata di oggi per dimostrare la nostra indignazione nei confronti delle politiche migratorie messe in atto dagli stati della comunità, scelte politiche che provocano morte tra coloro che fuggono da persecuzione e conflitti.
Coerentemente con la campagna SOS Europe di Amnesty International, chiediamo all’Europa e agli stati membri dell’Unione di ripristinare il soccorso in mare, venuto meno con l’eliminazione di Mare Nostrum; di fornire accoglienza ai migranti di ogni genere nel rispetto delle responsabilità umanitarie che il diritto internazionale impone agli stati e chiediamo infine la creazione di canali legali per l’accesso in territorio europeo. L’Unione Europea, che dopo la sconfitta del nazifascismo ha saputo creare pace in un secolare teatro di guerra, deve dimostrare di saper vincere anche la sfida del mondo globale che le impone inequivocabilmente di applicare i propri valori fondamentali anche a tutti quegli individui di cittadinanza extraeuropea che si vedono costretti a lasciare la propria terra per raggiungere l’Europa.

Abbiamo tenuto un flashmob mirato alla sola critica delle politiche migratorie europee, senza intenzioni europeiste o antieuropeiste, perché ogni persona, indipendentemente dal proprio credo europeista o meno, potesse prendervi parte ed esprimere la propria indignazione nei confronti di una Europa immobile di fronte a una delle grandi tragedie della nostra epoca.


Amnesty International
Federazione Giovani Socialisti
Rete degli Studenti
Unione degli Universitari

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