Amianto, Cesena Siamo Noi: "Avviare un vero censimento"

"SI torna a parlare di amianto ogni volta che un incidente, come quello recentemente occorso a Pomezia, riporta l’argomento all’attenzione generale e ci ricorda la presenza di questa sostanza pericolosa intorno a noi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

SI torna a parlare di amianto ogni volta che un incidente, come quello recentemente occorso a Pomezia, riporta l’argomento all’attenzione generale e ci ricorda la presenza di questa sostanza pericolosa intorno a noi.  Cesena SìAmo Noi ha sollevato il problema della presenza nella rete idrica a maggio 2016 con un’interrogazione a cui l’Assessore ha dato risposte evasive e non supportate dalla una precisa volontà di intervenire.
 Anche piccoli Comuni si sono attivati  al fine di eliminare condizioni di rischio per la salute pubblica legate alla presenza di amianto, come il comune di San Mauro Pascoli il quale nel 2016 ha emesso un’ ordinanza rivolta  a tutti i proprietari di fabbricati con coperture in cemento amianto, al fine di avviare un” capillare censimento relativo alla presenza di amianto a livello di tutto il territorio comunale e al suo stato di conservazione, per conoscere ed eliminare situazioni di rischio per la salute della popolazione, mediante specifici procedimenti di bonifica, in attuazione del DM 06/09/94”


Nulla di fatto invece per quanto concerne  il Comune di Cesena, il cui  totale l’immobilismo su questo fronte si conferma  ancora una volta con la mancata adozione di un qualsivoglia provvedimento, anche solo  di tipo conoscitivo, volto a tutelare la popolazione dall’esposizione  dell’amianto. Un inquinante ancora molto diffuso nel nostro territorio, nonostante sia in vigore  fin dal 1992, una normativa che sancisce la sua pericolosità e la sua definitiva messa al bando. Tanto più che oggi, secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro IARC, vi e’ sufficiente evidenza che tutti i tipi di amianto : crisotilo, actinolite, amosite, antofillite, crocidolite e tremolite siano cancerogeni per la persona umana e possano provocare cancro al polmone, alla laringe, all’ovaio. 
Se la su menzionata  legge quadro fin da allora già  imponeva  la predisposizione da parte di ogni regione  di un piano di bonifica, smaltimento e protezione dell’ambiente, la regione Emilia Romagna,   legiferò in materia fin 1996,  in modo formalmente impeccabile,  ma senza predisporre gli strumenti per dar concretezza alle  tante dichiarazioni di intenti. Ancor oggi pertanto  si sconta la mancanza di una ricognizione finalizzata a completare la conoscenza complessiva del rischio sul territorio regionale (come in altre regioni come le Marche) e l’assenza un serio piano di interventi atto a ridurre drasticamente  la presenza di questo temibilissimo materiale ed a sensibilizzare al massimo la popolazione circa i rischi  connessi alla sua esposizione.

La regione Emilia Romagna ha l’impudenza di  pubblicare annualmente  una mappatura assolutamente inattendibile.    In  sintesi quel che si vuol dimostrare è che la tutela della popolazione dai rischi connessi con l’esposizione all’amianto è materia disciplinata nella forma, ma lasciata alla libera interpretazione nella sostanza.  Libera interpretazione anche da parte evidentemente degli stessi Comuni, i quali possono prendere dei provvedimenti oppure no, nella massima libertà. Il Comune di Cesena, che non brilla certo di iniziativa nel campo ambientale, ha adottato anche in questo ambito la linea del non intervento, accontentadosi di applicare le procedure di legge solo a seguito delle segnalazioni provenienti dai privati cittadini. Da tutto ciò consegue che l'individuazione dei siti da bonificare o da tener sotto controllo  deriva essenzialmente dalla buona volontà dei privati, la cui segnalazione serve ad attivare tutto il funzionamento degli apparati predisposti dal Piano Regionale Amianto , non senza procedimenti lunghi e macchinosi ed  annosi rimpalli   tra  le   istituzioni coinvolte . Certamente anche il privato cittadino ha l’obbligo di intervenire, pur esponendosi personalmente ed inimicandosi magari tutto il vicinato, ma non  per questo è ammissibile che  i pubblici decisori debbano abdicare ai propri compiti, lasciando che di  tale  questione se ne facciano carico  i privati.  A rischio di calo di consensi, serve urgente una conferma della volontà, da parte del sindaco e dell’assessore con deleghe all’ambiente, ad intervenire attivamente su un aspetto importante della tutela della salute pubblica, attivandosi per realizzare un censimento delle presenze potenzialmente nocive sul  territorio.      

Tiziana Lugaresi

 Movimento Cesena SìAmo Noi 

Torna su
CesenaToday è in caricamento