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Allargamento del parco, Baccini: "Non miro a poltrone, a differenza della Buonguerrieri"

"Non ho mire di poltrone o incarichi, né ora né in futuro. Mi sono prestato a questa esperienza per l’amore che nutro verso questo territorio"

“Leggo che il progetto di estensione dei confini del Parco Nazionale sarebbe stato organizzato con lo scopo di accaparrarmi una poltrona al Parco e che, quindi, nel momento in cui mi sono trovato a sostituire la figura del Presidente, la cui carica è scaduta recentemente, avrei deciso di fermare il progetto stesso perché diventato inutile allo scopo. Allo stesso tempo, la Buonguerrieri esulta, riconoscendosi la vittoria dell’interruzione del progetto. Per essere schietti, si tratta di una ricostruzione campata in aria, che addirittura mi diverte per quanto fantasiosa, ma che nel mio ruolo istituzionale mi impone di fermare alcuni paletti”: è la risposta che arriva dal sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini all'intervento di Alice Buonguerrieri di Forza Italia, che attacca sulla scelta dell'amministrazione di bloccare la consultazione del progetto.

Continua Baccini: “Sull’ipotesi di estensione dei confini del Parco Nazionale, per il quale abbiamo avviato uno studio preliminare caratterizzato da un confronto aperto con i cittadini interessati, le principali Associazioni e le varie categorie dei portatori d’interesse, con oggetto la disamina dei principali aspetti del progetto. Il momento partecipativo ha trovato la sua espressione istituzionale nell’ambito di tre incontri (12 aprile, 18 aprile e 24 aprile 2018), che è terminato con l’esame di un’ipotesi di nuova perimetrazione. Proprio da quel confronto e dagli approfondimenti che ne sono seguiti è emersa l’esistenza di problematiche serie e contingenti – quali la difficoltà delle imprese agricole del territorio oppresse dai danni da fauna selvatica, così come la complessità  dei vincoli normativi e burocratici che verrebbero ad applicarsi nel territorio di riferimento, in termini di appesantimento burocratico ed autonomia di gestione – che l’estensione del Parco non avrebbe risolto, ma semmai aggravato”.

“Pur non nascondendo che l’avvicinamento del Parco avrebbe rappresentato un elemento di sviluppo turistico ed economico, la lealtà di rapporto con la quale abbiamo organizzato ogni confronto con la Comunità, ci ha consentito di rivedere l’ordine delle priorità, anteponendo prima di tutto la soluzione delle problematiche patite dalle aziende e dalla comunità locali al proseguimento del progetto di ampliamento dei confini del Parco Nazionale, che quindi abbiamo conseguentemente deciso di interrompere. Proprio la serietà del confronto e della partecipazione, ci offrono anche l’occasione di ringraziare tutti coloro che hanno preso attivamente parte al progetto, stimolando la riflessione e i ragionamenti. Peraltro, non si tratta di una decisione immediata, ma ampiamente anticipata alle Associazioni degli agricoltori e dei cacciatori, che ringraziamo per il supporto. Da notare che la Buonguerrieri, che si attesta il merito della conclusione del progetto, non si è mai vista agli incontri”.

Conclude Baccini: “Nulla centra la questione della Presidenza del Parco Nazionale. La situazione è totalmente diversa da quanto viene rappresentato e si può riassumere in poche righe. Il mandato del presidente del Parco Luca Santini è scaduto. La nomina del nuovo Presidente spetta al Ministero dell’Ambiente. Come in ogni Ente, in caso di decadenza del Presidente scatta automaticamente la reggenza in capo al Vice-Presidente, che è chiamato a svolgere le funzioni del Presidente al fine di garantire l’operatività dell’Ente stesso. Peraltro, si tratta di una carica gratuita, senza alcun compenso, ma che rappresenta solamente ulteriore lavoro e impegno da svolgere, il tutto nell’interesse delle Comunità e aziende che gravitano intorno al Parco. Di sicuro, il mio impegno primario ed esclusivo rimane quello per il Comune di Bagno e la sua Comunità e questo anche per il futuro prossimo, se ce ne sarà la possibilità. La logica delle poltrone non fa parte della mia formazione e, a differenza della Buonguerrieri che invece ha in mente solo quelle e pensa che ognuno ragioni come lei – sono stato abituato a vedere gli incarichi come un dovere da assolvere e con il peso della responsabilità. Non ho mire di poltrone o incarichi, né ora né in futuro. Mi sono prestato a questa esperienza per l’amore che nutro verso questo territorio e per la gente che lo abita, dove voglio crescere la mia famiglia. Terminata questa esperienza, ho solo il desiderio di tornare a dare una mano alla mia famiglia e a mio babbo”.

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