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Aids, Pompignoli (Lega): "Indispensabili iniziative di educazione"

Pompignoli vuole anche sapere "quali siano le effettive e attuali percentuali di stranieri, in ogni territorio provinciale dell’Emilia-Romagna"

E’ "indispensabile" che la Regione promuova iniziative di educazione e di informazione, a partire dalle scuole, per prevenire le infezioni da Hiv. Lo chiede il consigliere regionale della Lega Nord Massimiliano Pompignoli in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale, dove riferisce che in un articolo pubblicato da un organo di stampa locale, il 28 agosto scorso, si legge che “le infezioni da Hiv a Cesena ‘sono stabili’, un dato non confortante perché si tratta di numeri ‘ancora drammaticamente alti’ rispetto una patologia ormai nota e che potrebbe essere evitata se di adottassero azioni preventive anch’esse di non difficile individuazione”.

“I dati a cui fa riferimento il quotidiano - riporta l'esponente del Carroccio - sarebbero stati diffusi dal Centro trasfusionale e dal laboratorio analisi di Pievesestina di Cesena e non sarebbero ‘particolarmente positivi o confortanti per il 2016’: dal primo gennaio al 27 agosto sarebbero emerse 13 nuove infezioni da Hiv rilevate nel comprensorio cesenate in linea con le poco meno di 30 dei dodici mesi precedenti, cioè nel 2015”. Pompignoli rileva che “la trasmissione, secondo i dati statistici, avviene prevalentemente per via sessuale, per rapporti non protetti (88% di tutte le diagnosi nel periodo 2006-2013 avvenute in Emilia-Romagna, 49% per trasmissione eterosessuale e 39% attribuibili a trasmissione omo-bisessuale) e a contrarre l’infezione sarebbero per lo più uomini, mentre l’incidenza legata allo scambio di siringhe sarebbe riscontrata solo nel 5% dei casi”.

Inoltre, aggiunge, "oogni anno in Emilia Romagna sarebbero circa 400 le persone a cui si diagnostica la sieropositività e nel periodo 2006-2013 ci sarebbero state 3.473 nuove diagnosi di infezione da Hiv, con una media regionale ‘superiore a quella nazionale’”. L’esponente della Lega segnala altri dati, tra cui il fatto che “la zona di Rimini è quella che si attesterebbe sui valori più elevati ma di poco superiori a quella dell’area di Forlì-Cesena”. Pompignoli evidenzia infine che “l’Hiv sarebbe da considerare oggi una malattia sessualmente trasmessa” e che risulta “indispensabile promuovere nuovamente informazione per prevenirla: dopo anni di grande attenzione sul tema da parte delle istituzioni e dell’informazione,- scrive- sembra infatti che l’opinione pubblica abbia perso la consapevolezza e l’allarme su uno dei più seri problemi di salute pubblica nel mondo”.

Di qui una serie di domande: "se i dati segnalati corrispondano al vero, se effettivamente la trasmissione, oggi, avvenga prevalentemente per via sessuale, se di conseguenza l’Hiv sia da considerarsi oggi una malattia sessualmente trasmessa e quali ne siano le cause". Pompignoli vuole anche sapere "quali siano le effettive e attuali percentuali di stranieri, in ogni territorio provinciale dell’Emilia-Romagna, a cui siano diagnosticate le infezioni da Hiv, suddivise per età, sesso, provenienza e possesso o meno di regolare permesso di soggiorno e sollecita azioni di informazione preventiva dirette anche agli stranieri residenti in region"e.

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