Agricoltura, progetti contro il dissesto: dalla Regione arrivano tre milioni

In provincia di Forlì-Cesena accolte 28 domande. Priorità per le zone ad alto rischio frane, Appennino e aziende guidate da giovani

Consolidamento di versanti a rischio di smottamenti e frane; lavori di carattere strutturale sul reticolo idrografico minore (fossi, canali e rii); opere di regimazione idraulico-forestale come briglie, traverse, muretti e terrazzamenti; infine, realizzazione di canalizzazioni e pozzetti per il drenaggio delle acque superficiali. La Regione Emilia-Romagna continua ad investire sulla messa in sicurezza del territorio con 173 progetti finanziati con circa 17 milioni di euro. Obiettivo, prevenirefenomeni di dissesto idro-geologico dovuti a maltempo e avversità climatiche nelle aziende agricole e zootecniche.

Un piano di interventi che abbraccia tutto il territorio regionale, dall’Appenino piacentino al riminese, e che vede come protagonisti gli enti pubblici del territorio (129 progetti approvati), le aziende agricole (36) e otto raggruppamenti temporanei di impresa. È l’esito di un bando del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 per la riduzione del rischio di danneggiamento del potenziale produttivo agricolo – stalle, fienili, serre, immobili per la lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, magazzini per attrezzi, frutteti, vigneti e uliveti, vivai e terreni seminabili – legato all’intensificarsi dei fenomeni estremi derivanti dal cambiamento climatico. Dei 173 progetti inseriti nella graduatoria finale del bando e finanziati, 28 riguardano la provincia di Forlì-Cesena, per un ammontare di contributi di circa 3,1 milioni di euro.

“La prevenzione - afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- è l’asse portante delle politiche regionali per garantire la messa in sicurezza del territorio e, al tempo stesso, la salvaguardia della capacità produttiva delle aziende agricole e zootecniche. Con le risorse messe a disposizione grazie a questo bando, finanziamo progetti finalizzati alla riduzione degli effetti negativi del maltempo, che sempre più frequentemente mette a dura prova la sopravvivenza delle imprese, soprattutto nelle aree di collina e di montagna a rischio di abbandono. Il settore agricolo vive quotidianamente le conseguenze del dissesto idrogeologico e dei cambiamenti climatici ed è da sempre in prima linea per combatterli. Una sfida che si può vincere, a condizione che si affermi un nuovo modello di sviluppo più attento alla gestione delle risorse naturali e alla prevenzione dei rischi”.

I singoli progetti possono avere un valore massimo di investimento pari a 150 mila euro, con un contributo regionale che copre fino all’80% della spesa sostenuta dalle singole imprese; percentuale che raggiuge il 100% per interventi realizzati da enti pubblici e raggruppamenti di imprese. Tra le spese finanziabili rientrano anche gli onorari di professionisti e consulenti per studi e indagini geognostiche, nel limite del 10% dell’importo ammissibile. Nella formazione della graduatoria è stata data priorità agli interventi da effettuare in zone soggette ad alto rischio di frane, oppure in aree svantaggiate dell’Appennino emiliano, piacentino-parmense e dell’Alta Val Marecchia. Punteggio aggiuntivo anche per le aziende guidate da giovani.

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"Con queste risorse continuiamo a investire sulla messa in sicurezza del nostro territorio - afferma il consigliere regionale Lia Montalti -. Per farlo vogliamo partire dalla prevenzione, con progetti finalizzati alla riduzione degli effetti del maltempo, che sempre più frequentemente mette a dura prova i nostri Comuni e le imprese del territorio, in particolar modo nelle zone collinare e di montagna. Questi interventi verranno realizzati grazie a risorse europee destinate alla Regione Emilia-Romagna all’interno del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. Il contributo dell’Unione Europea su queste sfide climatiche e ambientali sarà fondamentale anche per il futuro, proprio per questo ho proposto all’interno del Manifesto ‘La Svolta Verde’ di utilizzare il 100% dei fondi europei, nella programmazione post 2020, per sostenere progetti come questi e dare una sempre maggiore spinta a una conversione green del nostro sistema economico". 

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