Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Agricoltura, Italia Viva: "Virus e gelate, serve lo stato di calamità naturale per le aziende"

"Le coltivazioni più colpite sono state quelle tipiche della nostra zona - afferma il coordinatore di Italia Viva, Tommaso Pirini -: albicocco, pesco, kiwi e susino"

Accanto alla grave crisi nazionale dovuta agli effetti del Coronavirus, se ne è affiancata ultimamente un'altra che riguarda il settore frutticolo Emiliano-Romagnolo; a partire da fine marzo, e fino alla mattina del 3 aprile, si sono succeduti almeno 4 fenomeni di abbassamenti di temperatura molto prolungati, con punte di -6°C in vaste aree, che hanno determinato danni ingenti al nostro settore frutticolo. In concomitanza con un inverno mite, infatti le temperature medie di gennaio e febbraio sono state di parecchio al di sopra delle medie storiche, le piante erano in fase fenologica molto avanzata, per cui sono risultate soggette a danni sulla produzione.

"Le coltivazioni più colpite sono state quelle tipiche della nostra zona - afferma il coordinatore di Italia Viva, Tommaso Pirini -: albicocco, pesco, kiwi e susino. Con azzeramenti totali delle produzioni in molte aziende. Le prime stime danno una percentuale di perdita media di prodotto che va da una soglia minima del 70%, con punte del 100%".

"Per questo motivo - aggiunge -, a fronte di un evento di portata tale che è comparabile soltanto a quanto avvenuto nel lontano 1997, Italia Viva Cesena ritiene opportuno fare richiesta dello stato di calamità naturale per far fronte a questo momento di particolare difficoltà, pena la perdita di molte aziende, oggi nel pieno di una crisi agricola strutturale. Chiediamo un intervento rapido al Governo e alla Regione in supporto delle aziende del territorio e ci siamo attivati in questo senso anche attraverso i nostri rappresentanti in parlamento per dare forza a questa richiesta".

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