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Acquapartita, il sindaco di Bagno replica a Fabbri: "Bisogna riqualificare l'area"

Il sindaco di Bagno di Romagna, Marco Baccini, replica a Davide Fabbri sulla proposta di "cementificazione" del lago di Acquapartita

Apprendo dai giornali e dai social media delle denunce che il dottor Davide Fabbri solleva ripetutamente contro una “cementificazione” ad Acquapartita per fornire un aggiornamento sul POC e, con l’occasione, per intervenire anche sui temi elevati dallo stesso Fabbri – così interviene il Sindaco di Bagno di Romagna alle sollecitazioni di Fabbri.

Al riguardo, posso comunicare che proprio in questi giorni è in dirittura di conclusione la conferenza dei servizi istituita per sciogliere le riserve di Provincia, ARPA e AUSL e contestualmente si stanno concludendo i colloqui finali con i proponenti degli interventi inseriti sul POC approvato ad aprile 2014 dall’allora Consiglio Comunale.

Il totale degli interventi approvati erano 19, con numerose criticità ambientali e paesaggistiche aperte e già all’epoca necessitanti di risoluzione. La più nota tra queste, l’autorizzazione allo scarico del depuratore di Orfio a servizio degli abitati di Bagno, San Piero e di Acquapartita.

Notevole e non previsto il lavoro da svolgere e svolto, che l’Assessore Alessandro Severi ha portato avanti con attenzione e scrupolo e con evidente impegno. Un’attività di carattere tecnico sui progetti e di tipo negoziale con i proponenti, dovendo al contempo arrivare – per quanto possibile – alla risoluzione delle criticità, integrare gli elaborati di progetto, mantenere gli impegni presi dal Comune nell’atto di adozione, coniugare gli interessi pubblici e quelli privati e gestire alcune vicissitudini legali (vedi ad es. il ricorso al TAR per area Ex IRS). 

In merito, nel nostro ruolo di amministratori dell’Ente comunale – continua il Sindaco Baccini – abbiamo  sostanzialmente ritenuto di proseguire in responsabilità nel percorso tecnico e negoziale iniziato dalla precedente Amministrazione, che ho ritenuto condivisibile nelle linee generali. Il nostro lavoro si è quindi concentrato nella verifica e definizione delle proposte selezionate dalla  precedente Amministrazione e dal precedente Consiglio Comunale (in carica nel 2012-2014). Per altro, a livello generale ed al contrario di quanto viene sbandierato nei giornali, non è nostra volontà mettere a priori la bandierina della discontinuità né tantomeno questo è stato il motivo della nostra candidatura. Anzi, rientra nel ruolo delle Amministrazioni proseguire le opere delle precedenti, valutando – questo sì – caso per caso danni e benefici della continuità e della discontinuità. In quest'ottica, abbiamo cercato di mitigare al meglio le criticità e trovare con i proponenti il miglior accordo a favore della collettività (è difatti chiaro che in ambito urbanistico è molto forte la contrapposizione tra interesse privato ed interesse pubblico, con privati che hanno necessità di realizzare la maggiore economia possibile e enti pubblici che devono tutelare massimamente gli interessi collettivi). Alcune criticità non sono state purtroppo risolte e proprio su questo il Consiglio Comunale dovrà decidere che linea tenere.

Il prodotto confezionato ritengo possa essere soddisfacente e, terminata la conferenza e le integrazioni, l’Amministrazione presenterà al Consiglio la versione definitiva, già discussa nelle parti principali nelle varie sedute di Commissione Consiliare. L’obiettivo è quindi quello di giungere alla proposta entro dicembre 2016 e proporre ai membri dello stesso l’approvazione degli interventi.

 I tempi di lavoro si sono purtroppo dilatati nella costante ricerca di risolvere tutto ciò che era possibile in questa fase, ma si è trattato di un lavoro necessario per limitare ai proponenti successivi ostacoli alla realizzazione degli interventi. Il lavoro ha poi dovuto far conto della riduzione di parte dell’organico degli uffici del settore Edilizia ed Urbanistica e delle criticità di personale degli altri settori che hanno generato ulteriori ripercussioni sulle risorse d’organico.

In riferimento particolare poi alle critiche elevate sui giornali e sui social media dal dott. Davide Fabbri circa l’intervento inserito sul POC nel comparto di Acquapartita, intendo chiarire quanto segue. 

In primo luogo, mi pare opportuno soffermarmi su alcune questioni preliminari connesse alle affermazioni circa le linee tenute da quest’Amministrazione e lo faccio sorvolando volutamente sulle aggettivazioni che ho letto sulla mia persona ed astenendomi altrettanto da assegnarne sulle persone degli interlocutori, che non servono certamente alla discussione.

Mi preme però sottolineare che il “salutare dibattito etico-politico” che Fabbri vuole stimolare dovrebbe fondarsi su basilari presupposti, che invece sono stati totalmente saltati sia nel metodo che nei toni utilizzati dello stesso. Quale Amministrazione aperta al confronto ritengo che ogni interlocuzione debba partire all’origine da un confronto diretto e stretto, concentrato alla reciproca presa di conoscenza delle questioni, per poi passare, se del caso, al confronto pubblico. In questo caso, si è voluti passare direttamente alla fase delle denuncia pubblica senza alcun precedente contatto o esame specifico del caso, ciò che peraltro ha portato il dottor Fabbri a affermazioni errate a cui sono poi seguite affermazioni altrettanto errate e fuorvianti. 

Le previsioni a cui si fa riferimento nell’articolo non sono solo frutto del POC in oggetto, ma fanno parte di quanto già previsto all’interno del PSC elaborato nel 2004 ed approvato nel 2007. Inoltre, le previsioni del residenziale sono sostanzialmente più basse di quelle da lui indicate. Nel caso dell’intervento dell’imprenditore Tampellini sono sostanzialmente più ridotte (la superficie del residenziale è pari a circa 10.690 mq anziché 22.440 mq) e nel caso dell’intervento degli eredi dell’imprenditore Antonio Batani azzerate (come da risultanza di ulteriori negoziazioni con la presente Amministrazione). L’intervento residenziale poi è condizionato ad un secondo stralcio da realizzarsi dopo il primo di natura alberghiero-termale. Preciso per di più che la risoluzione delle criticità sollevate in merito alle infrastrutturale depurative e fognarie e dell’approvvigionamento idropotabile sono a carico dei privati proponenti per i propri interventi. Per di più, l’intervento – seppur di grandi dimensioni – rientra in una più ampia previsione di espansione dell’abitato di Acquapartita (formulata una decina di anni fa) entro cui rientrano anche altri interventi di natura residenziale che ai giorni d’oggi non risultano presumibilmente più attuali. Tutto conosciuto e agli atti comunali da più di un decennio.

Lo slogan della “nuova cementificazione”, quindi, seppur possa servire al dottor Fabbri a ricercare in via immediata l’attenzione, non tiene conto della necessità pubblica e sociale di riqualificare l’area dell’Ex Sanatorio, che oramai da decine di anni rappresenta – quello sì – un vero e proprio danno alla qualità urbana e ambientale di Acquapartita, non avendo trovato soluzione né pubblica né privata. 

Se vogliamo tornare alla fase elettorale, abbiamo infatti sempre creduto e dichiarato come Acquapartita sia una delle località comunali a maggiore vocazione turistica, da qualificare nelle sue importanti potenzialità che tuttavia risultano tuttora inespresse. In quest’ottica, ritengo di apprezzare l’intraprendenza imprenditoriale di chi vede in quella zona quelle stesse potenzialità – di cui si è parlato in tante occasioni anche tra i cittadini – e che dimostra per di più di voler investire per creare prospettive di sviluppo turistico con evidenti ricadute sociali per una zona con un destino altrimenti incerto. D’altra parte, penso che si possa concordare sulla necessità di procedere alla riqualificazione ed al rilancio di zone vocate al turismo, peraltro a fronte di infrastrutture abbandonate (ex sanatorio), che – nel caso specifico - sono ecomostri che hanno sfregiato l'immagine del nostro territorio.

In ogni caso, sulla base di queste considerazioni e condizioni è stata formulata l’ipotesi conclusiva che verrà poi presentata in Consiglio.

MARCO BACCINI, SINDACO DI BAGNO DI ROMAGNA

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