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"Accolte le sollecitazioni dei pescatori": approvata alla Camera la legge di riordino del settore ittico

Ora - afferma Lattuca - il provvedimento passa all’esame del Senato, con l’auspicio che venga approvato prima della fine della legislatura"

Giovedì la Camera ha approvato il progetto di legge di riordino del settore ittico. Salvo alcuni interventi parziali ed episodici, negli ultimi 35 anni non era mai approdata in aula una proposta di legge interamente dedicata al settore della pesca e dell'acquacoltura. "Si tratta di un provvedimento importante - commenta il deputato cesenate Enzo Lattuca - volto a dare risposte organiche e strutturate alle problematiche che investono il comparto della pesca, oggi in grande difficoltà e costretto ad affrontare una profonda ristrutturazione delle sue politiche, anche in ragione dell'esigenza di ripopolamento delle specie ittiche". Il provvedimento delinea una serie di misure attese dal comparto, prevedendo anche quattro deleghe al Governo: una per la riforma degli ammortizzatori sociali, una per il riordino della normativa in materia di concessioni demaniali e di licenza di pesca, una sulla semplificazione ed una sul riordino della pesca non professionale.

"Obiettivi di questa legge - spiega Lattuca - sono: incentivare una gestione razionale delle risorse ittiche, con particolare riguardo allo sviluppo sostenibile di quelle autoctone; sostenere le attività che fanno riferimento alla pesca e all'acquacoltura marittima professionale e alla pesca ricreativa e sportiva; assicurare un sistema di relazioni efficace tra lo Stato e le Regioni per garantire la coesione delle politiche in materia. Infine, ma non meno importante - prosegue Lattuca - questo provvedimento accoglie le sollecitazioni giunte nei mesi scorsi dagli operatori della pesca. Io stesso lo scorso febbraio, partecipando a Cesenatico ad un’assemblea pubblica promossa in occasione dello sciopero indetto dalle marinerie dell'Emilia-Romagna proprio per chiedere che venissero modificate le norme che regolano il settore della pesca, lamentando in particolare l’asprezza delle sanzioni amministrative introdotte dalla legge 154/2016, mi ero impegnato, firmando una risoluzione, affinché tali sanzioni venissero riviste".

"Ed è ciò che è stato fatto con questo testo: per le catture accessorie o accidentali in quantità superiori a quelle autorizzate viene prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che va da 500 euro a 2.000 euro, quella attuale va da un minimo di 2.000 ad un massimo di 12.000 euro; in caso di detenzione, sbarco e trasbordo di esemplari di specie ittiche di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento, la sanzione è stata riarticolata in cinque (al posto delle attuali quattro) fasce di sanzioni a seconda della quantità di pescato interessata dalla violazione, abbassando l'entità minima e mantenendo ferma l'entità massima. Ora - conclude Lattuca - il provvedimento passa all’esame del Senato, con l’auspicio che venga approvato prima della fine della legislatura".

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