Finanziamento ai partiti, sì della Camera all'abolizione. Lattuca: "No alla disuguaglianza politica"

Mercoledì la Camera ha approvato la legge che abolisce il finanziamento pubblico diretto ai partiti politici e ogni forma di rimborso elettorale. "Ora il Pd deve essere capace di autofinanziarsi in maniera trasparente"

Mercoledì la Camera ha approvato la legge che abolisce il finanziamento pubblico diretto ai partiti politici e ogni forma di rimborso elettorale. "Ora il Pd deve essere capace di autofinanziarsi in maniera trasparente, come ha fatto in questi anni a livello territoriale - esordisce il parlamentare cesenate, Enzo Lattuca -. Non credo che sia più pensabile che  - a differenza dei tanti sindaci, assessori, consiglieri comunali, provinciali e del sottoscritto - gli altri "protagonisti" della politica locale, eletti in parlamento, in consiglio regionale e alla presidenza della provincia, si sottraggano dal contribuire al finanziamento del Pd".

"A noi spetta quindi il compito affermare tre principi - evidenzia Lattuca -. Garantire che la disuguaglianza economica non si traduca in disuguaglianza politica. Si tratta, infatti, di un'esigenza fondamentale di qualsiasi ordinamento democratico nel quale si intenda garantire l'uguaglianza sostanziale dei diritti politici ovvero, come prescrive l'articolo 3, comma secondo della nostra Costituzione, che garantisce a ogni cittadino la possibilità di partecipare all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".

Secondo il deputato democratico cesenate occorre "garantire che ogni partito politico abbia la stessa possibilità di concorrere a determinare l'indirizzo politico nazionale e non solo i partiti dei milionari". Infine è necessario assicurare "la separazione sostanziale del potere o, come direbbe Michael Walzer, “l'autonomia delle sfere distributive”: potere politico, potere economico e potere culturale dei mezzi di comunicazione devono essere separati e distinti".

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"Chi detiene ingenti risorse economiche e assume una posizione dominante nella sfera economica, non deve poter acquisire, per ciò solo, una posizione dominante nella sfera politica - conclude Lattuca -. E ciò sia chiaro, nell'interesse non solo dell'uguaglianza politica, ma nell'interesse della stessa efficienza e della concorrenza in ambito economico".

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