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25 Aprile, la Lega: "Da Bonaccini solita retorica e altri morti dimenticati"

"U discorso "di parte" e non certo degno della statura che dovrebbe avere un presidente di Regione che si vende come riformatore": la Lega Nord attacca Bonaccini

“Boria, arroganza e una memoria selettiva pro domo sua. Insomma, un discorso “di parte” e non certo degno della statura che dovrebbe avere un presidente di Regione che si vende come riformatore”: questo il commento di Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale della Lega Nord, al discorso tenuto dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, il 25 aprile a Cesena. “Nulla di nuovo per il Pd regionale: la solita retorica, gli anatemi politici e la persistente cancellazione delle ombre che accompagnarono la Resistenza”.

“Ci saremmo aspettati anche qualche mea culpa da un presidente di una regione ‘rossa’ per definizione che, durante il periodo resistenziale, ha visto anche tanti episodi che poco hanno avuto a che vedere con la guerra di liberazione. E proprio a Cesena si è consumato a guerra finita, l’8 maggio 1945, l’eccidio della Rocca, dove 17 persone, per lo più ragazzi, imprigionati, furono linciati da partigiani, come fu linciata nello stesso giorno una giovane di 22 anni, incinta, vedova di un militare, con l’accusa di essere una spia fascista. Ecco, nel momento in cui, Bonaccini, nel suo discorso, ha fatto riferimento all’universo femminile, avrebbe potuto in tutta coscienza citare anche quelle vittime sacrificali che furono annientate sull’altare di una violenza altrettanto indegna”.

“Ma non è un caso che nessun sindaco dell’ex Pci, oggi Pd, e tanto meno Paolo Lucchi, abbiano voluto ridare memoria a questi morti, altrettanto degni di altri. Segno che è ancora ben radicata la volontà in certi ambienti a perpetuare la vulgata resistenziale, senza riconoscerne i silenzi, le omissioni e le falsificazioni”.

“Ma altrettanto fuori luogo- ha aggiunto Pompignoli- è l’arrogante boria con cui Bonaccini ha enfatizzato i pretesi successi della sua amministrazione, successi che solo lui e il suo entourage vedono, scordandosi al contrario i tanti fallimenti e i buchi neri di questa regione. Non ultimo, il fenomeno delle infiltrazioni mafiose, con il recentissimo caso del Comune di Brescello, guidato da sempre dalla sinistra, sciolto per mafia o i legami di ‘mafiacapitale’ con realtà sempre della stessa area della nostra regione. Né Bonaccini ha chiesto scusa per l’evidente incapacità di affrontare il problema sicurezza, quando le città dell’Emilia-Romagna sono fra le più a rischio in Italia. Infine la questione che riguarda la sindrome immigrazionista di Bonaccini. Se il presidente della Regione avesse il coraggio di guardare la realtà capirebbe bene che le nostre comunità sono allo stremo e che proprio le fasce più deboli, quelle che il Pd non rappresenta più, sono messe più a rischio dalla pressione della presenza straniera, soprattutto irregolare. Ma capirebbe anche, Bonaccini, che è stata proprio la miopia e l’incomprensione del fenomeno da parte della sinistra che sta preparando futuri molto incerti nel Paese e in Europa”.

LA REPLICA - E a stretto giro giunge, come in precedenti occasioni recentemente, la replica del sindaco Paolo Lucchi: "Ormai non mi sorprendono – ma continuano a stupirmi – le disinvolte capacità divinatorie di cui ama far sfoggio il politico virtuale Massimiliano Pompignoli. Egli, infatti, pur non partecipando alle manifestazioni ed alle iniziative, è comunque in grado di conoscerle per filo e per segno, per poi intervenire con dotte censure. Questa volta, pur non essendo presente, attacca il Presidente della Regione Stefano Bonaccini per l’orazione tenuta a Cesena in occasione della commemorazione del 25 aprile. E dimostra quanto siano limitate le sue doti divinatorie. Infatti, se il politico virtuale Pompignoli fosse stato presente alla cerimonia di Cesena, a fianco dei politici reali che invece hanno partecipato, avrebbe compreso meglio il senso del discorso tenuto dal Presidente Bonaccini – che evidentemente non ha ascoltato e che con ogni probabilità gli sarà stato sommariamente riportato”.

“Fosse stato presente, il politico virtuale Pompignoli si sarebbe reso conto di come il Presidente Bonaccini abbia riaffermato il rispetto umano dovuto ai morti di ogni parte, sottolineando però che ciò non significa riscrivere la storia, il cui corso è stato ben delineato. Così come avrebbe constatato quanto i cesenati, numerosi malgrado la pioggia e la grandine che si sono abbattute sulla manifestazione, abbiano apprezzato ed applaudito l’accuratezza con cui Bonaccini ha riportato fatti e storie cesenati, la sua capacità di contestualizzare nel nostro territorio la propria riflessione sul 25 aprile. Purtroppo Pompignoli continua a rintanarsi nel suo mondo virtuale, e a intervenire su fatti e contesti che, nel migliore dei casi, conosce solo marginalmente. Quando finalmente accetterà l’invito a visitare Cesena ed a confrontarsi coi cesenati, si renderà conto di quanto virtuale e reale siano distanti. E ciò, sono sicuro, lo aiuterà a giudicare le vicende della nostra città in modo molto più oggettivo".

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