Asili nido obbligatori, Lega: "Fake news? Baldazzi e i Popolari mentono agli elettori"

Sirotti Gaudenzi e Farneti: ""I Popolari cesenati cercano di nascondere la realtà dei fatti disinformando i propri elettori"

“Un passo indietro e le scuse. E’ quello che chiediamo a Priya Baldazzi, candidata dei Popolari nella lista del candidato Pd alla presidenza della Regione Stefano Bonaccini, e al suo mentore Gilberto Zoffoli. Parliamo dell’obbligatorietà di frequenza degli asili nido, mantra del PD e dello stesso Bonaccini, come è evidente non solo dalle risposte date al TG2 il 16 ottobre scorso dal presidente della Regione uscente, ma anche dal suo pronunciamento al convegno della FISM (Federazione italiana scuole materne), svoltosi sempre nell’ottobre 2019, quando Bonaccini affermò ‘Confido che il servizio educativo 0-3 anni possa diventare scuola dell’obbligo’". E' quanto affermano in una nota i candidati alle regionali della Lega Enrico Sirotti Gaudenzi e Ombretta Farneti.

"I Popolari cesenati, -proseguoni i due leghisti - dunque, cercano di nascondere la realtà dei fatti disinformando i propri elettori e mettendo alla gogna non meglio identificati oppositori politici, rei, a loro dire, di propagandare false notizie. Scivolone fatale di Baldazzi e Zoffoli che avrebbero dovuto informarsi meglio. Li capiamo: da un lato, devono mostrarsi zelanti sostenitori di Bonaccini, dall’altro devono giustificare davanti al mondo cattolico ancora legato ai principi non negoziabili il loro appoggio alla coalizione a guida Pd, ovvero il partito che questi principi li mette in discussione quotidianamente. E’ evidente che l’asilo nido obbligatorio entra in contrasto con il principio della libertà educativa e con il diritto dei genitori a scegliere consapevolmente come crescere i figli fin dalla più tenera età. Baldazzi parla di famiglia. Ma di quale? La famiglia costituzionalmente riconosciuta, nucleo fondante della società formata da un padre e una madre, o la famiglia del genitore 1 e genitore 2 del Pd, che è arrivato, tramite suoi esponenti, a teorizzare la famiglia come ‘rete formale e informale della persona’. C’è confusione tra i Popolari cesenati e molta ambiguità su troppi temi dove l’area cattolica, o almeno gran parte di essa, non può trovare sintonia con i dem”.

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