Cresce la rete per la raccolta differenziata degli oli usati

L’olio da smaltire deve essere raccolto a freddo e inserito in bottiglie di plastica ben chiuse, che vanno poi depositate nel contenitore

Si potenzia la rete dei contenitori per la raccolta differenziata degli oli alimentari. Tre le nuove postazioni che nei prossimi giorni saranno collocate a fianco delle case dell’acqua di San Giorgio e di Case Finali, rispettivamente in via Marino Moretti e via Montaletto (fronte campo sportivo) e in via Pacchioni, nei pressi del supermercato Conad di Ponte Abbadesse. Con queste new entry sale a 8 il numero dei raccoglitori di questo tipo presenti a Cesena. I 5 già operativi si trovano in piazza della Libertà, via Pier Maria Caporali, via Viareggio (quartiere Oltresavio), via Chiesa di S. Egidio e in viale IV Novembre, presso la casa dell’acqua.

Da segnalare che quest’ultimo contenitore, alla luce dell’elevato utilizzo, sarà sostituito – sempre la prossima settimana - con uno di dimensioni maggiori. Prosegue così il progetto, avviato da Hera nell’autunno scorso nei principali Comuni serviti,per ampliare questo tipo di raccolta differenziata, che in precedenza era effettuata principalmente nelle stazioni ecologiche (a cui si può ancora rivolgersi). “Secondo le stime del Ministero e del Conoe (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti) – ricordano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore alle Politiche Ambientali Lia Montalti - , si calcola che, fra il consumo dei privati e quello della ristorazione e dell’industria, ogni anno in Italia vengano restituite all’ambiente circa 280.000 tonnellate di olio vegetale usato (vale a dire circa 5 kg pro capite), per la maggior parte sotto forma di residuo di fritture, e quindi inevitabilmente ricco di sostanze inquinanti. Ma se finisce nell’ambiente, se viene versato impropriamente nell’acqua o nel suolo, anche un solo litro d’olio può contaminare seriamente la falda e le acque superficiali; e non va meglio se si versa nel lavandino, perché in questo caso il rischio è quello di danneggiare le tubature, la rete fognaria e perfino i depuratori più sofisticati. Per questo abbiamo aderito con convinzione al progetto di Hera, che è all’avanguardia in Italia, nella consapevolezza che solo lo smaltimento corretto dell’olio alimentare può garantire la salvaguardia dell’ambiente”.

“Grazie a questa operazione, l'olio raccolto, opportunamente trattato, viene utilizzato per produrre energia elettrica o biodiesel: con 1.000 tonnellate di olio alimentare è possibile produrre energia elettrica per sostenere i consumi di circa 4.000 abitanti, mentre da un litro si ricavano circa 0,85 litri di biodiesel - precisa Fausto Pecci, responsabile dei servizi ambientali Hera dell’area Romagna -   Una volta a regime, con questa iniziativa, che si svilupperà progressivamente nei prossimi anni, si stima di poter intercettare oltre 3.000 ton/anno di olio alimentare esausto che consentirà sia di evitare il consumo di circa 6.000 ton/anno di petrolio equivalente (Tep), sia l'emissione in atmosfera di circa 18.500 ton/anno di CO2”. Nelle colonnine per questo tipo di raccolta differenziata possono essere depositati  tutti gli oli alimentari adoperati in cucina: oli da frittura, strutto, oli utilizzati per conservare gli alimenti nei vasetti (esempio tonno, sott’oli). Esclusi, invece, gli oli minerali (come ad esempio, gli oli lubrificanti del motore), per i quali occorre rivolgersi alle stazioni ecologiche. L’olio da smaltire deve essere raccolto a freddo e inserito in bottiglie di plastica ben chiuse, che vanno poi depositate nel contenitore.

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