Energia elettrica, i consumatori: "No alla fine del mercato tutelato"

È una bocciatura sonora e senza appello quella che le Difese Consumatori fanno nei confronti delle misure, contenute nel ddl concorrenza, che riguardano il mercato dell'energia

“Stralciare definitivamente il ddl della finta concorrenza che creerà danni enormi ai cittadini”. È una bocciatura sonora e senza appello quella che le Difese Consumatori fanno nei confronti delle misure, contenute nel ddl concorrenza, che riguardano il mercato dell’energia elettrica, con la previsione del passaggio al mercato libero, e la fine del tutelato, a partire da giugno 2018. “Il cosiddetto DDL “Concorrenza”, fermo al Senato da mesi, è una norma scritta in base alle esigenze ed ai desideri delle aziende, specialmente per quanto riguarda il capitolo energia”, dicono le Difese Consumatori.

“Una delle misure previste è, infatti, la sciagurata riforma della vendita dell’energia elettrica ai consumatori domestici che li trasformerebbe tutti in facili prede per le imprese di vendita del settore”, proseguono  le associazioni, schierata per un netto no a questa misura. Non per avversione della concorrenza, ma: “Siamo fortemente contrari perché la misura, così come è concepita, aggiunge al danno dell’introduzione di una concorrenza finta, la beffa di misure punitive per i consumatori”.”assisteremo a un finto balletto di prezzi, come è successo anni fa per i carburanti dove la concorrenza era finta”.

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Quale il danno? Questo è relativo alla mole di cittadini che a oggi sono rimasti nel mercato tutelato e che ora sono chiamati a scegliere le offerte sul mercato libero nei fatti bocciate. Dicono le Difese Consumatori: “Oggi circa 20 milioni di utenti domestici hanno volontariamente scelto (e lo ribadiamo, scelto) di non abbandonare il servizio di Maggior Tutela (mentre otto lo hanno lasciato in 10 anni) semplicemente perché il tipo di servizio ricevuto è peggiore e il costo connesso è superiore. Con l’approvazione della legge, questi venti milioni di utenti dovranno per forza scegliere un’offerta sul mercato libero, cioè rivolgersi a quegli stessi operatori che negli ultimi 10 anni non sono riusciti a produrre offerte che i consumatori abbiano ritenuto interessanti".

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