Spazio alla presentazione del libro "I pellerossa che liberarono l'Italia"

Domenica 6 ettembre alle 20,30, nel cortile interno di Dolceriso via Marinelli 60,  ci sarà la presentazione del libro "I pellerossa che liberarono l'Italia", autore Matteo Incerti. Storia vera di migliaia di nativi americani che si arruolarono come volontari con l’esercito canadese per combattere e contribuire alla liberazione del nostro paese. Un evento curato dal centro Upm di Cesena. L’iniziativa è promossa dalla  sede locale dall’Associazione Un Punto Macrobiotico in collaborazione con i Comuni di Cesena, Gambettola e Montiano, Anpi di Forlì-Cesena e  vedrà la partecipazione delle Amministrazioni patrocinanti, del Presidente provinciale dell’Anpi Miro Gori e del giornalista esperto di tradizioni locali Gabriele Papi. E' prevista la proiezione di foto inedite (il libro ne contiene 120) e filmati. L'incontro si terrà all'aperto e nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza per info e prenotazioni: 0547 611505 / 339 6744542

Una storia inedita di guerra, pace e diritti mai raccontata prima, che riguarda anche il cesenate. Sono infatti almeno sei i soldati nativi che si arruolarono volontari nell’esercito canadese sepolti nel cimitero di guerra del Commonwealth di Cesena. In totale nei cimiteri di guerra della Romagna Matteo Incerti ha scovato almeno diciassette caduti provenienti dalle diverse tribù del Canada. Le loro storie, eroiche e drammatiche al tempo stesso, di questi ‘pellerossa’ che, pur ancora discriminati nelle loro riserve, si arruolarono da volontari e morirono per sconfiggere il nazifascismo e liberarci, sono narrate nel libro. Un romanzo storico “I pellerossa che liberarono l’Italia”, corredato da 120 foto originali, che ricostruisce l’intera campagna d’Italia dallo sbarco in Sicilia alla Liberazione finale dal nazifascismo attraverso le gesta di centinaia di soldati nativi e che narra anche le vicende dei sopravvissuti che dopo la guerra diventarono capi tribù, artisti o attori. Da quelle posizioni i veterani diventarono protagonisti pacifici nelle lotte per i diritti civili dei popoli nativi del Canada e degli Stati Uniti. Fu solo nel 1962 che i nativi poterono votare alle elezioni per il Parlamento canadese senza vincoli e solo dal 1995 possono portare le insegne delle loro tribù alle commemorazioni per i caduti. Una lotta proseguita,   intraprendendo da quasi novantenni e leader carismatici delle proprie comunità, importanti battaglie in difesa dell’ambiente.

LE STORIE DEI SEI NATIVI SEPOLTI A CESENA - Quelle narrate nel libro e che verranno ricordate domenica nei due eventi sono le storie tragiche di Isadore Pedoniquott, della tribù degli Ojibwa di Cape Croker nell’Ontario che morì il 23 settembre 1944 a ventinove anni, proprio nello stesso giorno in cui la propria figlioletta Carole, venne strappata alla vita a soli sei anni da una tremenda malattia. Lo stesso giorno e nella stessa battaglia morì anche Lawrence Stonefish, della tribù   irochese Delaware dei Moravians del Thames sempre dall’Ontario. Ma quella dei “i Pellerossa che libearono l’Italia” è soprattutto la storia di Huron Eldon Brant, un mohawk di Deseronto nella Baia di Quinto in Ontario a cui è dedicata anche la foto di copertina del libro. Eroe di guerra in Sicilia, decorato dal feldmaresciallo Montgomery in persona con la Military Medal davanti alle camere dei cinegiornali del tempo, questo coraggioso nativo morì il 14 ottobre 1944, mitragliato dal piombo nazista in un fosso a ridosso del   borgo di Bulgaria alle porte di Gambettola. Due giorni prima, la stessa drammatica sorte toccò ad un suo commilitone, il 21enne Roland Nahwegezhic, appartente alla Prima Nazione Manitoulin della tribù degli Anishannasbe sempre nella provincia dell’Ontario.

Nahwegezhic, sepolto a Cesena cadde nell’assalto delle truppe canadesi per superare l’ostacolo dello scolo Rigossa. Le piogge di quei giorni avevano trasformato la Romagna in una infinta distesa di fango che fece diventare ogni fosso una trincea. Questo soldato nativo avrebbe compiuto ventidue anni la settimana seguente. Il 27 ottobre 1944 sul fronte romagnolo cadde   William Alvin Beeswax, 23 enne della tribù dei Munceys del Thames nell’Ontario, mentre a pochi giorni prima di Capodanno, il 29 dicembre la guerra spezzò la vita del ventenne Joseph Alan Leonard, della Kamloops Band. Tutti i sei caduti nativi sepolti nella nostra terra   verranno ricordati   nel Cimitero di guerra di Cesena (ritrovo alle 18.30) dai sindaci di Cesena, Gambettola e Montiano e dall’autore Incerti con una deposizione sulle loro lapidi di fiori e tabacco. Nella tradizione dei popoli nativi il fumo del tabacco che sale verso il cielo è il modo per comunicare con lo spirito dei defunti e il tabacco è il dono di scambio in segno di amicizia. Le loro storie rivivranno quindi percorrendo a piedi le oltre settecento lapidi di soldati dell’Impero Britannico sepolti a Cesena.

Il programma

Ore 18,30: ritrovo presso il Cimitero di guerra War Cementery di Cesena (zona Sant’Egidio) e
omaggio ai giovani caduti . Saluti delle Amministrazioni
Ore 20: Rinfresco offerto ai presenti presso Dolceriso
Ore 20,30: L’autore Matteo Incerti presenterà il suo libro, introduce e dialoga con L’autore
Gianfranco Miro Gori (Presidente Provinciale ANPI) ed il giornalista Gabriele Papi
Gli incontri si svolgeranno all'aperto e nel rispetto delle vigenti normative di sicurezza
per info e prenotazioni : 0547 611505 / 339 6744542

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