"Piazze di cinema" chiude con Troisi e Benigni e l'intramontabile "Non ci resta che piangere"

L’ottava edizione di "Piazze di Cinema" si avvia però verso la chiusura e venerdì saluta il pubblico con gli ultimi 2 appuntamenti in piazza della Libertà: la consegna dei premi ai vincitori dei concorsi per la miglior opera prima e per la commedia dell’anno, e un film che è diventato un classico della risata all’italiana. Alle 21, quindi, consegna del premio “Monty Banks” per la miglior opera prima, dedicato a Mario Bianchi (1897-1950), attore, regista e produttore cinematografico di Cesena attivo a Hollywood e nel Regno Unito nella prima metà del Novecento. Le pellicole in gara, che si sono potute vedere al Chiostro di San Francesco durante i 13 giorni del festival, incontrando gli autori, sono Easy - Un viaggio facile facile di Andrea Magnani, Ci vuole un fisico di Alessandro Tamburini, La terra dell’abbastanza dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, Finché c'è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan e Manuel di Dario Albertini. A giudicarle, il curatore e direttore artistico Simone Bruscia, l’attrice e regista Eleonora Danco, il critico cinematografico Roy Menarini, i registi Michele Mellara e Alessandro Rossi. Al premio della giuria si aggiunge quello attribuito dal pubblico.

Sono solo gli spettatori che hanno assistito alle proiezioni all’Arena San Biagio, a decretare invece la commedia dell’anno tra "Si muore tutti democristiani" del collettivo "Il terzo segreto di satira", "Io c’è" di Alessandro Aronadio (che bisserebbe il successo dell’anno scorso con Orecchie), "Metti la nonna in freezer" di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi e "Io sono tempesta" di Daniele Luchetti. Dopo le premiazioni, si ride con "Non ci resta che piangere", la commedia del 1984 scritta, diretta e interpretata da Roberto Benigni e Massimo Troisi. Il primo interpreta un maestro elementare, il secondo un bidello. Per sfuggire a un temporale si riparano in una locanda, che li trasporterà magicamente nel 1942. Canovaccio classico che si presta a infinite variazioni, il viaggio nel tempo diviene un pretesto ludico per calare Benigni e Troisi nella Toscana luminosa e verdeggiante del Quattrocento. Il film sgangherato, goliardico senza grevità, gioiosamente improvvisato a partire da un copione scritto insieme a Giuseppe Bertolucci, ha una freschezza e un’energia umoristica che deriva dalla perfetta sintonia dei due protagonisti, che giocano a farsi i dispetti come nipotini di Totò e Peppino. Senza altre pretese che divertire e divertirsi. Tutte le serate sono a ingresso gratuito ad eccezione dei film proiettati all’Arena San Biagio (biglietto unico 6 euro o tessera per 5 ingressi a 25 euro, valida per due persone). In caso di pioggia la serata del 15 luglio con Stefano Accorsi e i film del premio “Monty Banks” saranno proiettati al Cinema Eliseo (viale Carducci 7). Tutte le altre proiezioni saranno annullate. 

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