Il ’68 sfida la Notte Rosa: al via le Udienze preliminari in attesa del Processo

Al via le Udienze preliminari in attesa del Processo al 1968. Venerdì a San Mauro Pascoli ‘Accadde in Romagna’: otto testimonianze a confronto.

Il ’68 sfida la Notte Rosa. L’immaginazione che voleva andare al potere si confronta con il fascino del capodanno dell’estate. Non è boutade di inizio luglio e soprattutto non è un revival dello sciopero del turismo in viale Ceccarini a Riccione dell’estate del ‘68. Più semplicemente è quanto avverrà venerdì prossimo (3 luglio) a San Mauro Pascoli nella casa natale del poeta che ospiterà la prima delle cinque Udienze preliminari dedicate a uno dei periodi più controversi della storia Italiana: il 1968.

L’esordio non poteva essere tra quelli più affascinanti: Accadde in Romagna (inizio ore 21,15). Una tavola rotonda con otto protagonisti in rappresentanza dell’intera Romagna, che hanno vissuto in prima persona questo periodo: Carla Baroncelli giornalista Rai, Fabio Bruschi operatore culturale già direttore del Premio Riccione, Giuseppe Chicchi ex sindaco di Rimini e parlamentare, Denio Derni insegnante, Carlo Giunchi organizzatore culturale, Guido Pasi ex assessore regionale, Franco Pollini direttore del teatro Bonci, Nino Carnoli grafico. Coordina la serata Miro Gori, presidente di Sammauroindustria, associazione che organizza il Processo del 10 agosto.

Nella stessa sera saranno esposte alcune immagini tratte dal libro di Nino Carnoli e Gudo Pasi “Il Sessantotto: dire fare baciare progettare stampare incollare…correre”. Libro fresco di stampa che sarà anche presentato nel corso della serata dai due autori. “Quelli del sessantotto uniscono ciò che prima era separato – si legge nella quarta di copertina del volume - Parlano e agiscono in prima persona, senza delegare. Parole d’ordine: Assemblea, siamo tutti delegati. Uniscono il sesso e l’amore senza le convenzioni e le costrizioni della società tradizionale, criticandone le gerarchie: amatevi gli uni sugli altri, io sono mia. Progettano la loro comunicazione poi la stampano in proprio: C.i.P. Incollano e scrivono sui muri le loro idee senza rispettare diritti, agenzie d’affissione o divieti: vietato vietare, ridiamo la parola ai muri. Poi corrono via: ‘Corri compagno il vecchio mondo ti sta alle calcagna’. Questo libretto raccoglie qualche lampo di quelle vite, immagini dell’immaginazione al potere”.

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