Peter Cusack, Ola Maciejewska e Harleking nel programma di "Mantica"

“I siti danneggiati dal punto di vista ambientale, luoghi difficili e potenzialmente pericolosi, possono essere interessanti sia da un punto di vista sonoro che visuale, e anche esteticamente belli – afferma Peter Cusack, musicista e artista del suono che aprirà il fine settimana di Màntica-Inganno al Teatro Comandini di Cesena sabato 1 dicembre alle 18.30 con Sounds from Dangerous Places, un ascolto guidato di registrazioni sonore con elementi visivi –. Esiste spesso una dicotomia estrema tra la risposta estetica e la conoscenza del ‘pericolo’, che si tratti di inquinamento, ingiustizia sociale, militare o geopolitica”. 

Artefice di una pratica che egli stesso definisce ‘giornalismo sonoro’ (“l’equivalente audio del fotogiornalismo”) Cusack si muove in siti colpiti da gravi danni ecologici, dove si sono create condizioni estreme ed ostili, come siti nucleari o ai margini di zone militari. Chernobyl, l’Ucraina, i giacimenti petroliferi del Caspio vicino a Baku, in Azerbaijan; enormi miniere di carbone marrone a cielo aperto intorno in Germania e nella Repubblica Ceca. Il giornalismo sonoro di Cusack è basato sull’idea che rilevanti informazioni sui luoghi possano essere rivelate attraverso un ascolto attento dell’ambiente sonoro.
Cusack ha prodotto Vermilion Sounds – programma sonoro ambientale – per ResonanceFM Radio; vive tra Berlino e Londra dove è ricercatore presso il London College of Communication. Ha pubblicato nel 2017 il libro Berlin Sonic Places, che esamina i rapporti tra paesaggi sonori e sviluppo urbano. Tra i suoi collaboratori musicali: David Toop, Steve Beresford, Terry Day, Tomomi Adachi, Martyna Poznanska, Max Eastley, Nic Collins, Viv Corringham. 

Alle 20.30 (e, in seconda replica, alle 21.30), l’artista polacca Ola Maciejewska presenterà la performance Loie Fuller: Research in cui si appropria criticamente del “Dancing Dress”, dispositivo scenico ideato dalla grande danzatrice statunitense del modernismo Loie Fuller: metri di tessuto di seta librati nell’aria ricevono la forma dalla pratica fisica della performer, occultando parzialmente la visione del corpo, ma rendendo assai visibile la relazione tra il movimento e la materia. 

Domenica 2 dicembre, con Harleking di Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, in scena alle 18.30, si chiuderà il ciclo denso delle giornate di Màntica-Inganno – che avranno un epilogo il 21 dicembre con lo spettacolo di Chiara Guidi Monsieur Teste al Teatro Bonci e con un live set di Black Fanfare al Comandini. Con Harleking i due giovani artisti mettono a fuoco un demone dall’identità ambigua e multipla, che si inserisce a pieno titolo nella tematica dell’inganno da cui si irradia questa edizione di Màntica.

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