Noi robot: "Esoscheletri nell’armadio", nuove frontiere della fisioterapia

Nell'ambito della rassena "Noi Robot", si svolgerà una conferenza a ingresso libero con Paolo Ariano, ricercatore per l’Università degli Studi di Torino Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo. Laurea in Fisica, Dottorato di ricerca in Neuroscienze, autore di numerose pubblicazioni a carattere scientifico e fondatore della startup MORECOGNITION che mette a punto dispositivi robotici indossabili a scopo medico funzionali alla fisioterapia riabilitativa. 

Un allenatore artificiale che si porta al polso, come un orologio, o sulla gamba. Non è l’ennesima versione di «runtastic» o del contapassi Fitbit per vantarsi sui social dei progressi nella corsa sotto casa. Qui a essere sotto osservazione sono i singoli muscoli: quello messo a punto dalla sede torinese dell’istituto italiano di Tecnologia «sarà uno stetoscopio per i fisioterapisti o gli allenatori 2.0» spiega Paolo Ariano, fondatore della startup Morecognition, il cui primo prodotto è il dispositivo indossabile MORE.  

Non è solo dotato di sensori, ma anche di un elettromiografo di superficie, che misura lo stimolo elettrico dai muscoli. Il cuore, però, sono gli algoritmi che capiscono come i muscoli si configurano e si contraggono. Insomma, l’intelligenza artificiale ci osserva anche quando facciamo sport. E potrà «parlare» coi robot riabilitativi. «Il dispositivo sta ai robot come il mouse sta ai computer: può misurare ad esempio quanto l’interazione di un braccio bionico sta modificando il muscolo». A breve partirà la sperimentazione clinica coi pazienti del San Camillo di Venezia colpiti da ictus e paralizzati per metà corpo: obiettivo è misurare il recupero muscolare. Va detto che il campo dei sensori indossabili a scopo medico è un mercato in rapida crescita, «raggiungerà i 7,5 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni» La concorrenza è quindi spietata, «noi ci inseriamo nella fetta della fisioterapia che ha bisogno di dati per la riabilitazione ortopedica, neurologica e geriatrica. Finora, esistevano dati piuttosto grezzi: così invece si ottimizza la terapia e sarà possibile la teleriabilitazione», col medico che controlla il paziente da remoto.  

All’interno del progetto HOME finanziato dalla Regione Piemonte, «monitoreremo il benessere di otto donne che fanno lavori di precisione in catena di montaggio», spiega Ariano. Indosseranno il dispositivo che le seguirà negli esercizi antistress. Un’altra applicazione ricorda il film Minority report. «Basterà uno schermo e si potrà gesticolare nell’aria per navigare nelle informazioni, può essere utile in fabbrica per avere sempre sott’occhio i dati di produzione e sicurezza».

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