"Nel nome di chi?", presentazione del libro di Brahim Maarad e Valeria Collina

Il libro, scritto a quattro mani, narra la storia di Youssef Zaghba, uno dei protagonisti dell'attentato al London Bridge del 2017.
A ricostruire le vicende è la madre di Youssef, Valeria Collina, che ripercorre assieme al giornalista italo-marocchino Brahim Maarad, tutte le tappe della vita del figlio, per individuare il momento in cui e' scattato cio' che glielo ha fatto perdere.
Youssef Zaghba era un ragazzo come tutti gli altri. Nato in Marocco, da padre marocchino e madre bolognese convertita all'Islam, ha trascorso la sua adolescenza dedicandosi agli studi e alle amicizie. A vent'anni, però, è sedotto si dal mondo nero del sedicente Stato islamico. E decide di andare a servire il vessillo di Al Baghdadi. Ci prova una prima volta nel marzo del 2016, presentandosi al gate dell'aeroporto di Bologna con in mano un biglietto per Istanbul, ma il tentativo non va a buon fine. Qualche mese dopo parte per Londra. Qui incontra due ragazzi, e comincia la discesa verso l'abisso: la sera del 3 giugno scorso i tre cercano di investire chiunque si trovi sul London Bridge, e poi, scesi dall'auto, di accoltellare i sopravvissuti: otto minuti di follia omicida prima di essere abbattuti dalle forze speciali inglesi.

"Solo una madre può provare il dolore di un'altra madre. So che nulla può essere sufficiente ma io sono pronta a tutto quello che può portare pace." 

Valeria Collina è la madre di Youssef Zaghba, uno dei componenti del commando che nel giugno scorso ha ucciso otto persone nell'attentato sul London Bridge. Italiana convertita all'islam, ha vissuto per vent'anni in Marocco, dove ha studiato l'arabo e il Corano. Dopo essere tornata in Italia, nel 2015, ha assistito impotente alla radicalizzazione del figlio, dai suoi tentativi di fuga in Turchia al suo trasferimento a Londra, dove è rimasto incagliato in quella mastodontica macchina promozionale messa in piedi dagli abili comunicatori del califfato nero. Interrogandosi sulle cause della radicalizzazione di Youssef e di tutti i protagonisti dell'ultima stagione di attentati in Europa, l'autrice scrive il manifesto di una nuova battaglia, e spiega le ragioni per cui è fondamentale confrontarsi con i propri figli:

Brahim Maarad, giornalista professionista originario di Bellaria Igea Marina, è redattore esteri per l'agenzia Agi. Per il settimanale L’Espresso si è occupato di mondo arabo e migrazioni, seguendo il caso Regeni ed entrando nella squadra di RegeniLeaks 

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