Un tuffo nella storia del cinema Odeon di Mercato Saraceno: commozione

A Palazzo Dolcini, teatro comunale di Mercato Saraceno, sabato scorso, in occasione dell'inaugurazione di due mostre fotografiche, è stato proiettato il video dedicato da Donatella Balzani a Rossana Berardi, proprietaria del Cinema Odeon

A Palazzo Dolcini, teatro comunale di Mercato Saraceno, sabato scorso, in occasione dell’inaugurazione di due mostre fotografiche, è stato proiettato il video dedicato da Donatella Balzani a Rossana Berardi, proprietaria del Cinema Odeon mercatese (ora l’edificio del cinema ospita un supermercato), che ha mantenuto viva la magia del cinematografo nel territorio della vallata del Savio e oltre fino ai primi anni 80. Commozione in sala mentre Rossana raccontava in video aneddoti sulle proiezioni che erano iniziate nel 1956.

Dalle parole della stessa autrice del video, Donatella Balzani: “Mentre la ascoltavo rivedevo lo stupore e la meraviglia delle persone che nel 1956 (anno dell’apertura) per la prima volta scoprivano la magia del cinema”. Nel video traspare l’indubbio ruolo culturale e antropologico che il cinema Odeon ha svolto, nei circa tre decenni di attività, attraverso la spigliata vivacità e freschezza di racconto della ottantaquattrenne protagonista. La proiezione di questo video-documento avviene all’interno di quello che è il quinto dei dieci appuntamenti, il cui svolgimento si protrarrà fino a fine 2014, relativi alle 10 mostre dedicate ai 20 progetti fotografici realizzati dai partecipanti nell’ambito della terza edizione del workshop fotografico ConCorso: ConCorso inContro.

In questa occasione sono state inaugurate le mostre: “La Rossana del cinema”, dedicato, come detto, da Donatella Balzani al cinema Odeon e alla sua proprietaria e di cui il video, omonimo, è il completamento. La seconda delle mostre in programma per questo evento è “Essere Giona”, con cui l’autrice Laura Ruscelli Santucci ha inteso raccontare - sue sono le parole – “la diversità, per soffermarmi a cogliere la poesia di un bambino che conduce una vita normale”… “ Con l’auspicio che non debba mai sentirsi diverso, ma integrato. Con le stesse capacità e opportunità degli altri suoi coetanei “. Le due mostre resteranno aperte anche sabato e domenica prossimi 21 e 22 giugno dalle ore 17,30 alle ore 19,30.

La doppia mostra segna la conclusione del primo ciclo di mostre dedicate, oltre a quelle odierne, ad altri otto progetti fotografici: “Prisoner of War”, in cui la fotografa cesenate Manuela Campana ha riscoperto le lettere scritte durante la prigionia africana dal padre del fotografo Guido Guidi. Gino Guidi, appunto; “La Guerra? Mettiamola fuori dalla storia”, omaggio di Damiano Montalti alle stragi della guerra ed, in particolare, a due vittime del nazifascismo uccise nel Raggio di Bora: Natale Canali ed Ivo Benini. Vittime a cui l’amministrazione comunale ha intestato recentemente il parco pubblico di Bora. Questa mostra è stata donata dall’autore all’Istituto per la Resistenza e dell’Età Contemporanea e sarà esposta durante quest’estate a Tavolicci; “Un’anima in valigia” ed “Il mondo della vita di R“, entrambi dedicate, nell’ordine, dai forlivesi Stefania Ganzini e Flavio Milandri all’ex modella canadese Rachel, oggi residente in Romagna; “La casalaccia di Rosina”, con cui Morena Zani ha omaggiato la madre, Rosina, attraverso un percorso di ricerca nella memoria del luogo natio, oggi abbandonato, di Careste; “La strada di Casa”, con cui Rosi Riceputi ha fotografato il percorso esistenziale nelle case della vita di Giovanna: un modello di donna romagnola, oggi estinto; “Fonico”, progetto con cui, il già citato, Bruno Donati rende omaggio alla figura che rimane sempre all’ombra, dietro le quinte dei concerti rock: il fonico. In questo caso, Alfredo Gentili, in arte “Epi”. Infine, “Ho pensato spesso ad un ritratto”, del fotografo residente a Gambettola Giovanni Benaglia, il cui progetto è il risultato della relazione fotografica con il ferroviere Umberto Grimaldi e la sua famiglia.

A partire del prossimo mese di settembre, sarà la volta del secondo ciclo di mostre preso il Teatro Dolcini. Tali mostre sono il punto di arrivo, come nel caso delle dieci precedenti, di un percorso di relazione con il soggetto coinvolto o a cui è stato dedicato il proprio progetto fotografico. Gli autori a venire, in questo secondo ciclo che si protrarrà fino a dicembre 2014, sono: da Mercato Saraceno, Marta Acquaviva, Davide Ruffilli ed Andrea Riceputi; Sabrina Ciani, da Faenza; Eliana Andreotti, dalla Toscana ed i cesenati Cristina Barducci, Simona Barducci, Francesca Degli Angeli, Michela Mariani e Filippo Venturi.

Alla fine di questo ricco programma espositivo è prevista, nel mese di dicembre 2014, la mostra del fotografo ravennate Cesare Fabbri, con cui è stato aperto nel mese di gennaio 2013 la terza edizione del ConCorso: Workshop fotografico / Arte partecipate / Arte in relazione ConCorso inContro, ideato e curato da Anton Roca e che può contare con la collaborazione del tecnico in postproduzione Renato Lucchi e, nel comitato d’onore, con la presenza del fotografo cesenate Guido Guidi.

Le tre edizioni del ConCorso finora svolte: ConCorso per immagini, ConCorso per il territorio e l’odierno ConCorso inContro sono state sostenute dall’Amministrazione Comunale di Mercato Saraceno e realizzate in collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura e Progetto Rad’Art/Associazione artéco.

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