Gambettola, in tanti per vedere le macchine da scrivere antiche

Uno degli stand più originali e visitati di tutta la Mostrascambio di Gambettola. Fra gli 800 espositori della rassegna per la prima volta era presente un "banco" specializzato in sole macchine per scrivere antiche

ph Cristiano Riciputi

Uno degli stand più originali e visitati di tutta la Mostrascambio di Gambettola. Fra gli 800 espositori della rassegna per la prima volta era presente un “banco” specializzato in sole macchine per scrivere antiche. I collezionisti presenti erano Domenico Scarzello e Angelo Chiarle di Alba di Cuneo e Cristiano Riciputi di Cesena. Le loro macchine antiche, dal 1880 in avanti, hanno catalizzato l’attenzione per le centinaia di persone che hanno affollato la loro esposizione di oltre 30 pezzi.

“E’ stata la nostra prima volta a Gambettola – spiega Scarzello, – e siamo stati davvero soddisfatti. E’ stata un’esperienza unica e vorremmo davvero essere presenti sempre d’ora in poi. Abbiamo portato in mostra alcuni dei nostri pezzi migliori e i visitatori se ne sono accorti. A centinaia, forse un migliaio ci hanno chiesto tutti i dettagli tecnici delle macchine. Abbiamo spiegato ai bambini cosa fossero questi pesanti attrezzi dato che molti di loro non ne avevano mai vista una”.

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Anche per Chiarle la Mostrascambio si è rivelata una sorpresa. “Ogni fine settimana sono a un mercatino in Piemonte o nel nord d’Italia, ma non avevo mai visto nulla di simile, sia come quantità e qualità degli espositori, sia per l’afflusso di gente, nonostante le basse temperature forse abbiano scoraggiato qualcuno. Vorrei davvero essere presente anche nel 2013”.

La gente per lo più chiedeva il valore delle macchine più rare. Premesso che i tre collezionisti hanno vissuto davvero lo spirito della Mostrascambio, cioè esposizione ed eventuale baratto dei pezzi doppi, a Gambettola hanno portato pezzi rari come la Lambert (1880), la Mignon 2 (1902), la Olivetti M1 (1911). Tutte macchine perfettamente funzionanti, e in taluni casi ripulite così come apparivano appena uscite di fabbrica. Per le valutazioni del mercato collezionistico non si sono sbilanciati, ma in taluni casi si trattava di qualche migliaio di euro.
 

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