A San Mauro Pascoli la "Festa de Bagòin ma la Tòra"

  • Dove
    Torre di Villa Torlonia
    Indirizzo non disponibile
    San Mauro Pascoli
  • Quando
    Dal 17/01/2015 al 18/01/2015
    vedi programma
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

In occasione della giornata nazionale del dialetto, dedicata a tutte le lingue in via di estinzione che nondimeno continuano a resistere ed esistere, sabato alle 17 nella Sala degli Archi della Torre di Villa Torlonia si terrà la presentazione dell'ultimo libro nel dialettto romagnolo sammaurese di Gianfranco Miro Gori , E' cino, la gran bòta, la s-ciuptèda. Oltre all'autore , interverranno il sindaco Luciana Garbuglia e i critici e saggisti Lorella Barlaam e Paolo Turroni.

L'evento è realizzato nell'ambito della decima edizione della Festa de Bagòin ma la Tòra, che da dieci anni si svolge alla Torre con l'intento di promuovere sia il luogo, la torre-Villa Torlonia appunto, sia le tradizioni e la cucina di un tempo, legate in particolare alla festa di Sant'Antonio Abate. Anche l'ultima raccolta in versi di Miro Gori è sterttamente legata alle tradizioni di San Mauro: anzitutto è scritto nei versi del dialetto sammaurese, contribuendo a mantenerlo vivo, e soprattutto si conclude nella terza stanza , intitolata la s-ciuptèda (la schioppettata), riportando due monologhi di una storia che conduce esattamente nella Torre della cavallina storna, riportando il lettore a evento che appartiene a tutti gli effetti alla memoria sammaurese.
 
Il libro. E' cino, la gran bòta, la s-ciuptèda (Fara Editore, 2014). Un libro - come osserva Ennio Grassi nella Prefazione - nel quale il “titolo, E' cino, la gran bòta, la s-ciuptèda è la partitura stessa della raccolta giacché non si tratta di scansioni tematiche ma di 'stanze', luoghi di un' unica dolente narrazione poetica [...] Gori, nella prima stanza, E' cino , il cinema [...], nella forma del canto che non cede mai al melò, coglie il senso privato e collettivo di una perdita epocale [...] E'cino l è mó rt / e' dialèt l è mort. / O / i s aréugla tut dèu / piò o mènch / te bacaidéz dla televisiòun, / te ciacaradéz ad internet (Il cinema è morto / il dialetto è morto. / O / ruzzolano entrambi / più o meno / nel vociare della televisone, / nel chiacchiericcio di internet)" . La seconda stanza è un'"interrogazione" su la gran bòta (il gran botto): "il Big Bang da cui tutto trae origine. Un corpo a corpo estremo – spiega Grassi - tra la lingua dell'anima e il mistero del cosmo la cui posta in gioco è la ragione stessa della vita e il senso ultimo della poesia". Nella terza e ultima stanza, la s-ciuptèda (la schioppettata), due monologhi di una storia che ci conduce nella Torre della cavallina storna. "In scena i due morti ammazzati, protagonisti in vita di una vicenda memorabile: Ruggero il padre del Pascoli e il suo assassino a sua volta ucciso perché non rivelasse il nome dei mandanti. Ora possono raccontare la verità, e la raccontano - conclude Grassi - senza reticenza alcuna, nella lingua di una Spoon River senza tempo".
 
La festa. Sabato alle 17 si terrà l' apertura dello stand gastronomico con prodotti tipici a a base di carne di maiale lavorata sul momento e cotta alla brace. In serata, alle 21, “La Vègia ad Sant'Antòni”: la classica “veglia” accompagnata da canti e balli popolari, in compagnia de “I Pasquarul d'la Pioppa”. Domenica alle 9 Santa Messa nella vicina chiesa di San Pietro e Paolo, seguita dal rito della benedizione degli animali. Alle 9,30 lavorazione delle carni, mentre alle 12 riapre lo stand gastronomico. Alle 15,00 “A smitém e bagòin”: dimostrazione e selezionatura delle carni. Alle 14, ricreando un'atmosfera da antica osteria, il pubblico verrà coinvolto in canti e balli con lo spettacolo itinerante “Il passatore i cantastorie del buon umore”. Dalle 17 riaprirà lo stand gastronomico. Nelle giornate di sabato e domenica, nella Sala delle Tinaie, saranno allestite due mostre: mostra fotografica di Fiorenzo Montalti con commenti sul maiale e una dedicata all'iconografia di Sant'Antonio, protettore degli animali. Inoltre sarà aperto il museo della civiltà contadina, a cura di Daniele Montemaggi, con dimostrazioni filatura e tessitura ed esposizione di antichi telai. La festa è organizzata dall'Associazione Torre con il patrocinio del Comune di San Mauro Pascoli e in collaborazione con Orto di Pascoli e Romagna Est BCC.

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