L'Alma Mater dedica tre giorni a Giovanni Pascoli

Le sue opere sono tra quelle che più hanno contribuito a "fare gli italiani". Il convegno, in calendario dal 2 al 4 aprile, si propone di fare il punto su ciò che ha rappresentato e rappresenta oggi Pascoli

A distanza di un secolo dalla morte di Pascoli si percepisce, forse ancora meglio che in passato, il rilievo che la sua poesia ha rappresentato per la cultura italiana, non solo in àmbito strettamente letterario, ma anche per essersi insediata nell’immaginario collettivo, favorita dalla massima popolarità di certi suoi componimenti insegnati fin dalla scuola elementare a molte generazioni del Novecento. A questo proposito, è stato detto autorevolmente che le sue opere sono tra quelle che più hanno contribuito a “fare gli italiani”. Il convegno, in calendario dal 2 al 4 aprile, si propone di fare il punto su ciò che ha rappresentato e rappresenta oggi Pascoli, in ideale prosecuzione dell’impresa che sempre a Bologna culminò con la pubblicazione di ben tre volumi di Studi per il centenario della nascita (1955), curati da Raffaele Spongano ed editi nel cinquantenario della morte del poeta (1962).

Il convegno si articola in quattro sedute. Nella prima intende far luce sulla ricezione pascoliana della storia, con relazioni sull’assimilazione del mondo antico, del Medioevo, del Risorgimento e su quanto questa interpretazione si sia radicata nell’immaginario degli Italiani. Nelle due sessioni successive saranno indagati i miti personali dell’infanzia e della famiglia, espressi con i simboli del nido e della casa, e i miti collettivi del colonialismo e dell’esotismo orientale, con estensioni ai mezzi espressivi del teatro e della musica. Su quest’ultimo aspetto la giornata avrà uno sviluppo nel concerto serale a cura del conservatorio “G. B. Martini”, nel quale si suoneranno musiche su parole e suggestioni pascoliane. Infine nell’ultima sessione sarà protagonista il Pascoli professore, indagato per ciò che ha insegnato nei suoi corsi universitari, come autore di antologie scolastiche, latine e italiane, e per ciò che ha detto nelle sue prolusioni accademiche.

Martedì 3 aprile alle ore 11.30, si terrà la conferenza di Seamus Heaney, il poeta irlandese Premio Nobel 1995 per la Letteratura, grande ammiratore di Pascoli, di cui ebbe a tradurre la poesia L’aquilone e che proporrà tra l’altro una serie di altre poesie di Pascoli da lui tradotte in inglese, tra cui La cavalla storna, un lavoro pensato e svolto appositamente per la sua partecipazione convegno. Il Premio Nobel Heaney sarà insignito del Sigillum d'Argento dell'Alma Mater Studiorum, che gli verrà consegnato dal Magnifico Rettore.
 

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