Il cinema di Buster Keaton con le musiche dell'Orchestra del Conservatorio

Il Cinema Eliseo, in collaborazione con Cesena Cinema, Biblioteca Malatestiana, Comune di Cesena e Conservatorio Bruno Maderna presenta i film di Buster Keaton UNA SETTIMANA ( One week, 1920, 25') e LA PALLA N.13 (Sherlock Jr., 1924, 45'), restaurati nel 2015 da Cineteca di Bologna e Cohen Film Collection presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata. Una serata, quella di giovedì 10 marzo (ore 21) al Cinema Eliseo, dedicata al grande maestro del cinema muto. Le musiche saranno eseguite dall’Orchestra del Conservatorio, curate e dirette dal M.o Giorgio Babbini. Introduce il Prof. Roberto Agostini. 

UNA SETTIMANA
(One Week, USA/1920) di Buster Keaton e Eddie Cline (25’) 
Il primo capolavoro di Keaton e uno dei migliori cortometraggi della storia del cinema. Dopo soli quindici film interpretati in tandem con Roscoe ‘Fatty’ Arbuckle tra il 1917 e il 1920, lo stile visivo, il raffinato senso della comicità, la straordinaria inventiva e l’istinto d’attore di Keaton sembrano aver già raggiunto la perfezione.

LA PALLA N.13
(Sherlock Jr., USA/1924) di Buster Keaton (45’) 
Un ragazzo desidera diventare un grande detective. Un libro tascabile diventa il suo vademecum. Salverà una ragazza da un uomo disonesto che cerca di raggirarla. Famosissima la scena in cui Keaton si addormenta in sala proiezione e sogna di entrare nello schermo. Un'idea questa, sfruttata da molti comici dopo di lui, basti pensare a La rosa purpurea del Cairo di Allen o al recentissimo Le comiche di Parenti.
Sherlock Jr. segna l’inizio del dibattito sul carattere surrealista dei film di Buster Keaton. Nel 1924, René Clair scrisse che per il “pubblico surrealista” Sherlock Jr. rappresentava un modello paragonabile a ciò che per il teatro aveva rappresentato "Sei personaggi in cerca d’autore" di Pirandello.
L’uso che Keaton faceva del sogno e dei raccordi - di cui andò sempre molto fiero - fu definito rivoluzionario da Antonin Artaud e Robert Aron, che sottolineò come il surrealismo di Keaton fosse “superiore” a quello di Man Ray e Luis Buñuel, poiché Keaton era riuscito a conquistare la libertà espressiva rispettando le regole del cinema narrativo.
 

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