"Alea iacta est": alla ricerca dei segni del passaggio di Giulio Cesare

Giulio Cesare non avrebbe mai immaginato che quella mattina del 10 gennaio del 49 A.C., fermandosi su un fiume in vicino alla via Emilia, e pronunciando la famosa frase "Alea Iacta Est" (il dado è tratto) avrebbe provocato una tale controversia sull'identità di quel corso d'acqua. Un fiume che, ovviamente, è diventato un simbolo. Giulio Cesare, violando apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia, diede il via alla seconda guerra civile che aprì la strada alla fine della Roma repubblicana. 

I riminesi hanno sempre sostenuto che quel fiume fosse l'Uso (che bagna Santarcangelo); Mussolini disse che era sicuramente il Fiumicino (che scorre vicino al Rubicone e sorge sempre da Strigara come l'Urgon). Ora, sulla base di approfonditi studi idrogeologici e storici, si è certi che il fiume dove Giulio Cesare si fermò col suo esercito e che al tempo segnasse il confine politico dell'Italia, fosse l'Urgon (chiamato Rubicone e che a valle, dopo essere passato nelle vicinanze di Montenovo e Sorrivoli, arrivi nella zona di Case Castagnoli/Calisese e prenda il nome di Pisciatello).  Una vicenda storica che ha impegnato gli studiosi per anni e anni e che, nonostante documenti e testimonianze scritte, tuttora è capace di infiammare gli animi. 

Da questo fine settimana a Cesena ci sarà la possibilità di apprezzare una bella mostra, con documenti e pannelli, per ripercorrere tutti i segni del passaggio di Giulio Cesare a Cesena. A organizzarla è stato l'Archivio di Stato insieme a tre associazioni locali: l'associazione culturale Pro Rubicone, l'associazione Terre Centuriate Cesenati e il Gruppo archeologico cesenate G. Albano. 
La mostra - che si terrà negli spazi dell'Archivio di Stato e in parte al Museo Archeologico - sarà preceduta sabato 8 aprile alle 17 (alla sala Lignea della Malatestiana) da una conferenza dal titolo "Alea Iacta Est. Segni del passaggio di Giulio Cesare a Cesena". A presentare l'incontro saranno l'assessore alla cultura Christian Castorri e Gianluca Braschi, direttore dell'Archivio di Stato Forlì-Cesena. Interverranno Paolo Turroni, Giancarlo Brighi e Dimitri Degli Angeli.

Ma quali sono i segni che Giulio Cesare ha lasciato a Cesena? Innanzitutto nel Museo Archeologico si trovano moltissime monete dell'esercito romano recuperate proprio in zona Calisese, dove passa il Rubicone. Quella zona, infatti, con molta probabilità è stata sede di un accampamento militare romano. Poi nel frontone del Teatro Bonci si trova la scultura, a forma di uomo, del fiume Rubicone, nonché i vari documenti e le cartine geografiche antiche che attestano il passaggio del Rubicone in zona cesenate. 

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