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Giornate Fai, 2.500 presenze a Savignano tra villa e mostra storica

Dopo le Giornate Fai la mostra rimane visitabile fino a domenica prossima nei feriali dalle 9 alle 19 (mercoledì solo dalle 14 alle 19), nel weekend di sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30

Sono 2.500 in due giorni le presenze a Savignano per le Giornate Fai di primavera 2015, distribuite nelle due iniziative culturali organizzate in città da Fai, Comune e cooperativa Koinè. In 1.800 hanno visitato la Villa “La Rotonda”, residenza in stile palladiano dei Marchesi Guidi di Bagno, accompagnati dalle guide professioniste della cooperativa Koinè Giorgia Grilli e Elisa Domeniconi e da sei “Apprendisti Ciceroni” dell'istituto “Marie Curie”.

Circa settecento visitatori anche alla mostra fotografica e documentaria “Chi s’avanza, bum! Savignanesi nella Grande Guerra”, allestita a Palazzo Vendemini da Paola Sobrero e Giuseppe Pazzaglia con materiali originali e inediti provenienti dal fondo comunale di fotografie e cartoline storiche. Dopo le Giornate Fai la mostra rimane visitabile fino a domenica prossima nei feriali dalle 9 alle 19 (mercoledì solo dalle 14 alle 19), nel weekend di sabato e domenica dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.

Un secolo fa anche a Savignano gli eventi drammatici della Prima guerra mondiale hanno segnato a fondo una generazione di giovani volontari animati di fervente patriottismo, ma anche di molti giovani uomini indotti ad accettare loro malgrado di combattere una guerra non voluta, consegnando alla grande e piccola storia fonti e testimonianze documentarie che la mostra presenta in modo organico. Sono ritratti in divisa di combattenti savignanesi; immagini di operazioni, armi e attrezzature militari, di luoghi e di edifici devastati; lettere e cartoline inviate dal fronte; piccoli oggetti recuperati nelle trincee e sui luoghi di battaglia. Sono le testimonianze di sopravvissuti e caduti - ben 76 su 250 - e del loro immane sacrificio.

Si tratta di stampe fotografiche originali o riprodotte, in cui prevalgono ritratti in posa in divisa militare di singoli o gruppi di combattenti, ma anche dei luoghi delle operazioni militari, di armi e attrezzature militari, di territori e edifici danneggiati e distrutti. A queste si aggiungono e si integrano cartoline illustrate, cartoline postali e lettere inviate dai soldati dai luoghi di guerra o dagli ospedali da campo, manifesti a stampa, periodici, telegrammi, opuscoli, documenti vari attinenti a comunicazioni di congedo, di prigionia e di morte. Documenti e immagini di savignanesi che hanno combattuto al fronte, nelle retrovie, impiegati in vari servizi militari, appartenenti in prevalenza alla classe medio-alta, ma anche contadini e artigiani, stanziati per lo più in Veneto e in Friuli ma anche in Piemonte, Lombardia, Liguria, in Emilia Romagna e nelle Marche. Una delle sezioni più interessanti è la galleria dei ritratti, per lo più in posa, eseguiti in studio in divisa militare, a figura intera e a mezzo busto. Alcuni sono anonimi, per la maggior parte recano nome e cognome del militare in quanto spediti come cartoline o uniti ad altri effetti personali a familiari, conoscenti e a Ulisse Topi, che ne faceva richiesta per la potenziale realizzazione di un “Museo della Guerra”.

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