Filippo Milani parla del "Teorema" di Pasolini

Le “Letture Malatestiane” curate dal Comitato Società Dante Alighieri di Cesena tornano protagoniste in Biblioteca Malatestiana. Gli incontri, riuniti sotto il filo conduttore “Gli intellettuali e la società del loro tempo”, indagano le modalità con cui alcuni degli autori più celebri della tradizione italiana hanno partecipato ai dibattiti sociali e politici della società del loro tempo. 

Giovedì 28 marzo alle 17.00 nella Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana è ospite il ricercatore Filippo Milani dell’Università di Bologna per parlare di “Teorema Pasolini (tra schermo e pagina)”.

Il film “Teorema” fu scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1968, per poi diventare anche un romanzo. Considerato all’epoca un prodotto artistico scandaloso, l’opera seguì un lungo iter giudiziario, al termine del quale fu assolto dall’accusa di oscenità.

Per i suoi contenuti, ancora oggi Teorema può fornire importanti spunti di riflessione sulla frantumazione della famiglia borghese, sull’omologazione della società neocapitalista e sulla perdita del senso del sacro. Milani porterà il pubblico a riflettere sulla figura dell’ospite, considerato un’incognita senza soluzione che sgretola le effimere certezze di tutti i componenti della famiglia, facendogli prendere coscienza della vacuità delle loro vite e dell’irrefrenabile desiderio di possesso.

Ancora oggi, in tempi di vuoto ideologico, sono stati tanti gli intellettuali, giornalisti e psicanalisti (come Recalcati), che hanno fatto riferimento al Teorema pasoliniano per leggere il presente e per trovare quell’elemento indefinibile che sfugge alle omologazioni e dal quale è forse possibile riformulare nuove ipotesi per il futuro.

Gli incontri delle Letture Malatestiane continuano giovedì 4 aprile con Giacomo Ventura e il suo intervento “Giosuè Carducci professore rivoluzionario” che indagherà il rapporto vitale e conflittuale del professore con la realtà del suo tempo.

Martedì 23 aprile sarà invece ospite Ida Campeggiani che parlerà di “Ognuno riconosce i suoi. Il dopoguerra per Montale” analizzando l’impatto emotivo che gli anni del dopoguerra suscitarono nella produzione artistica del poeta.

Tutti gli appuntamenti sono realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica e Filologia dell’ Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

Filippo Milani è laureato in Lettere moderne all’Università Ca’ Foscari di Venezia (2005) e in Linguistica italiana e civiltà letterarie all’Università di Bologna (2008). Nel 2012 consegue il titolo di Dottore di ricerca all’Università di Bologna con la tesi “Retorica come dissimulazione. Il ritmo della prosa manganelliana”. Dal 2013 al 2016 è stato assegnista di ricerca per i progetti “La cultura bolognese degli anni Trenta vista dalla prospettiva della rivista L’Orto” e “Forma, informe e informale: un dibattito tra arte e letteratura” al Dipartimento Filologia classica e italianistica dell’Università di Bologna dove, da maggio, si occupa dei rapporti tra letteratura italiana e le arti come ricercatore a tempo determinato. I suoi ambiti di ricerca sono incentrati sulla prosa e la poesia del secondo Novecento, in particolare sulle opere di Giorgio Manganelli, Carlo Emilio Gadda, Giuseppe Raimondi, Francesco Arcangeli, Gianni Testori, Piero Camporesi, Gianni Celati e Tiziano Scarpa. Tra le sue pubblicazioni “Giorgio Manganelli. Emblemi della dissimulazione” (Pendragon, 2015), “La forma della luce. Francesco Arcangeli e le scritture di tramando” (BUP, 2018)

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