Alla Malatestiana una conferenza sui fondi lasciati dai medici cesenati dell’800

  • Dove
    Biblioteca Malatestiana
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 26/10/2014 al 26/10/2014
    10:30
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Punta i fari sui fondi lasciati dai medici cesenati alla città il secondo incontro (domenica ore 10,30, nell'Aula Magna della Biblioteca) della serie di conferenze con visione di materiali e libri d’epoca dal titolo “Viaggio tra i tesori della Malatestiana” organizzato dall’Associazione Amici della Malatestiana. A relazionare sull’argomento un medico cesenate studioso ed esperto della materia, il dottor Giancarlo Cerasoli. Il relatore prenderà in esame i fondi librari appartenuti a cinque medici e chirurghi operanti a Cesena nell'Ottocento ora conservati nella Biblioteca Malatestiana.

Si tratta delle librerie appartenute a Jacopo e Maurizio Bufalini, Teodoro Cavallotti, Attilio Urbinati e Robusto Mori. Descrivendo la composizione di ciascun fondo librario il dottor Cerasoli cercherà di ricostruire gli interessi più importanti dei loro proprietari, fornendo informazioni sulle loro vite ed opere. La sua relazione sarà supportata da numerose immagini per far meglio comprendere il materiale librario di cui si tratta e i medici e chirurghi ai quali apparteneva. Ma, come di consueto per le conferenze inserite nella serie, ci sarà la possibilità di vedere materiali, manoscritti e documenti relativi ai personaggi di cui si parla. Sarà un’occasione per conoscere rilevanti testimonianze conservate in biblioteca che riportano all’interesse della città alcuni importanti personaggi che hanno dato lustro a Cesena. Fra questi campeggia Maurizio Bufalini, a cui la città ha dedicato il nostro ospedale.

La sua raccolta fu lasciata alla città di Cesena dallo stesso Bufalini (Cesena 1787-Firenze 1875), chirurgo e cattedratico, iniziatore del sistematico uso del metodo sperimentale applicato alla medicina. Bufalini mantenne sempre stretti rapporti con la città natale, che gli intitolò,  ancora vivente, la piazza già di San Francesco ed il monumento in suo onore. L’arrivo della raccolta, nell’aprile 1875, avviò la trasformazione della Comunale, da contenitore di testi in prevalenza religiosi, a biblioteca laica. La collezione comprende circa 9.000 opere (6.480 volumi e 2.176 opuscoli) e numerose carte manoscritte (tra le quali l’epistolario, le relazioni e gli studi medici) e rappresenta uno dei pochi esempi di libreria di un importante medico dell’Ottocento conservata integralmente.

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