La storia della fondazione dell’Osservatore Romano ha un’anima romagnola

Nel 2011 ha festeggiato i 150 anni dalla sua prima pubblicazione. L’Osservatore Romano, strumento di comunicazione della Città del Vaticano, è uno dei quotidiani storici del panorama italiano e uno dei più conosciuti anche all’estero. E proprio della sua storia e delle sue curiosità parleranno venerdì alle 17.15 nella Sala Lignea della Biblioteca Malatestiana il suo direttore, Giovanni Maria Vian, insieme ad Antonio Farnè, presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti insieme a Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate. All’incontro parteciperà per un saluto anche il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi.

L’occasione è la presentazione del libro “L’intransigente – Storia della fondazione dell’Osservatore Romano” di Paolo Poponessi. Insieme all’autore ci sarà quindi l’opportunità di ripercorrere le tappe della nascita del quotidiano che vide la luce il primo luglio 1861, pochi mesi dopo la nascita del Regno d'Italia, per mano del forlivese Nicola Zanchini e del centese Giuseppe Bastia insieme a Marcantonio Pacelli, nonno del futuro Papa Pio XII.

Accomunati dall’origine emiliano-romagnolo, entrambi fuggiti dalle province pontificie appena annesse al Regno d’Italia, Zanchini e Bastia erano animati dalla stessa volontà di difendere con l’inchiostro e la carta stampata la Chiesa e il Papa che ritenevano minacciati nella loro stessa esistenza e libertà da nuove ideologie e poteri economici, in primis il neonato stato unitario italiano. Tutto questo documenta il libro di Poponessi che ripercorre le vite dei due fondatori e primi direttori e fa conoscere i primi anni di pubblicazione de L’ Osservatore Romano, moderno e battagliero giornale, sotto la guida dei due emiliano romagnoli.

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