Cinema, concerti, spettacoli e letture: si chiude Osservatorio Mantica

Con il coro lituano di canto Sutartines si chiude al teatro Comandini di Cesena la decima edizione di osservatorio Màntica, ispirato alla concordanza. Tornano in scena Chiara Guidi e Claudia Castellucciin una lettura drammatica che riprende l’antico “Uovo di bocca” e apre verso nuove domande. Il concerto di Bashan e Adam Sherry e il film della giovane artista estone Ingel Vaikla
Il dialogo con elettra stimilli affronta il nesso esistenziale tra debito e colpa.

“Sento che c’è una problematicità nella parola ‘concordanza’ che, rimanda più alla forzata unione di elementi ostili che alla pacificazione, afferma Chiara Guidi nell’illustrare la visione che l’ha portata a disegnare la decima edizione di Osservatorio Màntica. 
L’artista, impegnata in questi giorni nella conduzione di un laboratorio sulla voce – che affronta anche il piano polifonico con il coinvolgimento del coro Kadujo e quello dell’acustica dello spazio, con la partecipazione dell’architetto del suono Carlo Carbone – torna in scena insieme con Claudia Castellucci per una lettura drammatica che riprende l’antica oratoria Uovo di bocca, completandosi con nuovi testi della Castellucci. Tutto il programma di Màntica 2017 si svolge al Teatro Comandini di Cesena.

Il dialogo con Elettra Stimilli
La lettura data da Elettra Stimilli, docente di filosofia teoretica presso La Sapienza Università di Roma, alla complessità della parola debito, svela il peso sostanziale che questo aspetto ha avuto nelle politiche economiche europee degli ultimi anni nel promuovere una visione colpevolizzante dei paesi indebitati. Nel suo volume Debito e colpa, la filosofa illustra come la relazione tra questi due termini non possa non investire oltre al piano economico quello esistenziale. Il dialogo con Elettra Stimilli – in programma sabato 25 novembre alle 18.30 – fa parte del Laboratorio permanente Libertà di movimento. 

Lo spettacolo di Claudia Castellucci e Chiara Guidi
S’intitola Il regno profondo. Perché sei qui? ed è in programma sabato 25 novembre alle 21.00: un dialogo tra due “luogotenenti” arroccate su un podio che, con domande estremamente semplici, entrano all’improvviso nel turbine del dubbio radicale con esiti di comicità stridente. Scrivono Claudia Castellucci e Chiara guidi: “Sono domande elementari, di discorsi ancora più poveri, che entrano all’improvviso nel turbine di un dubbio radicale. La logica stringente – cui le due figure si sottopongono – è captata da un’ironia che pretende onestà. Il carattere scettico e vedovile del dialogo rifluisce in un mare comico che lascia perplessi”.

Il concerto di Bashan e Adam Sherry
Bashan è il progetto individuale della chitarrista dei Savages, Gemma Thompson: campi sonori in cui convivono strati scintillanti e risonanze profonde. Adam Sherry è la voce degli A Dead Forest Index, che da solista dà vita a composizioni minimali, concentrate sulla voce, sui cicli armonici e sul drone. I due artisti saliranno sul palco del Comandini sabato 25 alle 22.00.

Il film di Ingel Vaikla e l’incontro con Simone Menegoi
La giornata di domenica 26 novembre avrà inizio alle 18.30 con Roosenberg (30’), film della giovanissima artista estone Ingel Vaikla, che sceglie come soggetto un convento, da cui il cortometraggio prende il nome, carpendo tra i silenzi delle architetture moderniste dell’edificio le tracce della presenza di quattro monache cui l’artista rivolge uno sguardo tattile. A presentare l’opera, insieme con l’autrice, il curatore e critico d'arte visiva Simone Menegoi, domenica 26 novembre alle 18.30. “Roosenberg è un luogo, uno spazio, un edificio, un film – scrive Ingel Vaikla –. Roosenberg è Amanda, Godelieve, Rosa e Trees. È una lettera che racconta di un incontro con quattro monache anziane in un affascinante monastero in Belgio. La vita quotidiana di quattro sorelle, la loro pratica religiosa e la definitiva partenza dall’edificio raccontano la storia dell’architettura modernista. È un ricordo, è la storia di uno spazio all’inizio della fine”.

Il coro Kadujo
Canto polivocalico della Lituania del Nord Est, il sutartines (che significa concordanza) è riconosciuto come patrimonio immateriale dell’UNESCO. Tramandato e praticato per via femminile, e composto da parti intrecciate e dissonanti, questo canto sovrappone melodie diverse, basate su ritmi contrastanti, tali da produrre un suono arcaico e inconsueto. Il coro Kadujo, di Kaunas, introduce nei propri concerti anche strumenti del repertorio tradizionale – kankles (cetra lituana), skuduciai (flauto di Pan), birbyne (cornamusa) – e movimenti legati al canto. Il concerto Kadu buva chiuderà la decima edizione di Osservatorio Màntica, domenica 26 novembre alle 21.00.

Màntica 2017 infine segnala l’uscita del libro La voce in una foresta di immagini invisibili, per i tipi di Nottetempo, in cui Chiara Guidi racconta per la prima volta la sua ricerca sulla voce. 

Osservatorio Màntica è realizzato da Societas con il sostegno del Comune di Cesena/Assessorato alla Cultura e Promozione, della Regione Emilia Romagna, del MiBACT e dell’Istituto di Cultura Lituano. In collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Teatro Bonci/Emilia Romagna Teatro Fondazione, MU.
 

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