"Assassina", lo spettacolo di Franco Scaldati al Bonci con le musiche dei Fratelli Mancuso

Da sabato 4 a lunedì 6 marzo arriva al teatro Bonci la nuova produzione di Emilia Romagna Teatro: Enzo Vetrano e Stefano Randisi si confrontano qui con "Assassina", testo di Franco Scaldati, drammaturgo e poeta siciliano dal talento singolare. Definito da Franco Quadri il "Beckett italiano", Scaldati ha realizzato l’impresa di far entrare la poesia nel teatro contemporaneo italiano, dando voce a una marginalità sociale ed esistenziale, di opposizione a quella del potere e dei suoi condizionamenti. Lo spettacolo si svolgerà con il pubblico sul palco, i posti saranno quindi molto limitati.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi, artisti di acuta sensibilità che hanno esordito sulla scena teatrale italiana negli anni Settanta lavorando con alcuni tra i più significativi registi italiani tra i quali Leo de Berardinis, non sono nuovi alla poetica di Franco Scaldati, a cui si erano già accostati nel 2012 con l’allestimento di "Totò e Vicè", che ha ricevuto entusiasti consensi di pubblico e critica; nel 2015 hanno partecipato al film documentario diretto da Franco Maresco "Gli uomini di questa città io non li conosco. Vita e teatro di Franco Scaldati" e infine nel 2016 al film "Totò e Vicè", di prossima uscita.

"Assassina" si avvale delle musiche e dei canti originali composti ed eseguiti in scena dai Fratelli Mancuso. Originari di Sutera, in provincia di Caltanissetta, Enzo e Lorenzo Mancuso sono impegnati da anni ad affermare in campo teatrale e cinematografico la loro originale ricerca lavorando a fianco di Emma Dante, Roberto Andò, Marco Martinelli, Anthony Minghella. Per il loro lavoro ricevono nel 2013 il Premio ANCT. La colonna sonora di "Via Castellana Bandiera" di Emma Dante, da loro composta, nello stesso anno si è aggiudicata  la prima edizione del Soundtrack Stars alla settantesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il loro contributo artistico in "Assassina" non si limita  alla composizione e all’esecuzione della partitura musicale, ma li vede protagonisti in scena accanto a Enzo Vetrano e Stefano Randisi nel ruolo di genitori.

Scritto nel 1984 in lingua palermitana con didascalie in italiano, "Assassina" è "un giallo sotterraneo della coscienza, dove ancora una volta morti e vivi convivono", come commenta Franco Quadri. "Una vecchina e un omino – affermano i due registi – vivono nella stessa casa dove si preparano da mangiare, si lavano, parlano e giocano con i loro animali: la gallina Santina e il topo Beniamino. Alla parete sono appesi i ritratti dei genitori, che di tanto in tanto fanno sentire la loro voce con lirici assoli o divertiti commenti. Ma la vecchina e l’omino non si conoscono, non si sono mai incontrati, anzi ignorano l’uno l’esistenza dell’altro. Quando improvvisamente, una notte, si scoprono a dormire nello stesso letto, che ognuno ovviamente giura essere il suo, comincia un’infinita sequenza di battibecchi, interrogatori, accuse, smentite e scambi di identità".

La serata di domenica 5 marzo è sold-out.

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