A Mercato Saraceno l'esito del workshop fotografico "Concorso InZolfo"

  • Dove
    Palazzo Dolcini
    Indirizzo non disponibile
    Mercato Saraceno
  • Quando
    Dal 27/11/2016 al 27/11/2016
    15:00
  • Prezzo
    Gratis
  • Altre Informazioni

Domenica 27 novembre avrà luogo, a partire dalle ore 15:00 presso Palazzo Dolcini di Mercato Saraceno, il gesto corale conclusivo della quarta edizione del workshop fotografico, dal titolo ConCorso inZolfo, sostenuto e promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Mercato Saraceno e dalla Regione Emilia-Romagna.

Tale gesto corale, prevede l’inaugurazione delle varie mostre dedicate ai singoli progetti fotografici realizzati durante lo svolgimento del ConCorso, iniziato nel mese di settembre del 2015. Questo evento giunge alla fine di un percorso durato oltre un anno e caratterizzato da diversi momenti di condivisione e di scambio. Tra questi, oltre alla possibilità di raccogliere le testimonianze di vissuto degli oltre novantenni Francesco Gengotti e Bruno Mancini (forse gli ultimi testimoni che hanno lavorato nella miniera di Perticara), le uscite nel territorio “andar per foto” nei diversi siti minerari cui ci ha introdotti la esperta guida di Davide Fagioli, della Società di Ricerca e Studio della Romagna Mineraria, alternati a degli incontri di alta formazione con il fotografo cesenate Guido Guidi e gli incontri di condivisione dei singoli progetti portati avanti dai ConCorrenti. Undici, in totale, quelli conclusi ed ora esposti nelle varie sedi dislocate nel tessuto urbano di Mercato Saraceno.

A Palazzo Dolcini, la storica sede del Teatro mercatese, saranno esposti tre progetti: “Fabbricone 16/11/2016” di Guido Guidi, fotografo ospite del ConCorso inZolfo; “S16. Cuore di Zolfo”, della cesenate Manuela Campana e “La luce interna” di Giovanni Benaglia. Fotografo di Gambettola cui si deve l’idea progettuale dell’edizione odierna del ConCorso, dedicato per l’appunto, al comparto minerario dello zolfo in Romagna.

Nella sede di Palazzo Fabbrani, in piazza Mazzini, saranno presentate due installazioni “I minatori vanno silenziosi” della cesenate Michela Mariani e “Sette secondi” dell’artista di origine argentina Patricia Pérez. Nel locale adiacente il forno Bertozzi, gentilmente messo a disposizione dal panificio sito in piazza Gaiani, sarà ospitata la mostra “Fantasmi di zolfo” del fotografo residente a Rimini Valerio Vasi. Nella sede istituzionale della Biblioteca Comunale, verranno esposti due progetti: “Visioni” di Francesca

Degli Angeli e “Zolfo” del linarese Max Maffi. Presso la Pesa, in piazzetta del Savio, sarà visibile l’installazione aprocrifa “Pane di zolfo” di Anton Roca, curatore del progetto espositivo nonché ideatore del ConCorso come forma partecipata di ricerca fotografica sul territorio, iniziato nel 2011. Infine, in via Largo Fiume preso i locali dell’Osteria Li Onesti, gentilmente reso disponibile da Otello Degli Esposti, saranno accolti i progetti di due autori mercatesi: “Orizzonti verticali” di Davide Ruffilli e “Minatori” di Damiano Montalti.

Undici percorsi che raccolgono il testimone della fotografia a soggetto minerario in Romagna iniziato da Gaetano Brasa alla fine del ‘800 cui è succeduto Francesco Dellamore, detto “Chino”, nell’ultima metà del secondo decennio del ‘900. Le fotografie di entrambi sono custodite nel fondo fotografico presso la Biblioteca Malatestiana di Cesena.

La ricerca presentata in questo evento espositivo odierno, raccoglie e rilancia inoltre, il testimone di altre ricerche effettuate in un passato più recente. In particolar modo, sul sito minerario di Formignano. Tra cui l’esaustiva indagine fatta da Eraldo Burioli, negli anni ’70 del novecento, o altre, sebbene meno sistematiche, come le fotografie scattate da Silvano Tontini.

A differenza dei fondi fotografici storici che ritraggono l’esistente. Vale a dire, l’attività di estrazione e lavorazione dello zolfo in tempo reale, la mostra ora presentata costituisce un’occasione unica e la prima, per la quantità e contemporaneità di progetti coinvolti, che tenta di ricomporre un mosaico dell’inesistente. Diversamente ancora dalle fotografie realizzate nella decade dei ’70 del secolo scorso in cui il soggetto ritratto sono le strutture minerarie, con alcuni edifici ancora abitati, la ricerca odierna ha rivolto il proprio sguardo, con l’intento di plasmarne delle fotografie, verso un qualcosa di non tangibile, di immateriale. Come certamente lo sono la memoria, sospesa nei luoghi, e le suggestioni percepite nei vari siti visitati, per lo più abbandonati a se stessi.

Di fatto, gli undici diversi approcci raccolti nelle sei sedi espositive, indagano nell’immaginario di un’attività mineraria che ha contraddistinto e fortemente contrassegnato la Romagna, sin dai tempi dei romani ed, in modo sistematico, per oltre quattro secoli. Oggi scomparsa in modo silente, come il depositarsi della polvere… Di zolfo, ovviamente.

La mostra rimarrà aperta nell’orario 15:00-18:00 dei fine settimana 3-4 e 10-11 dicembre 2016.

Nota informativa sul ConCorso
Il ConCorso é, per sua natura, non competitivo e aperto alla libera adesione di tutti i cittadini amanti del mezzo fotografico o semplici appassionati. Nella sua genesi e nelle sue varie edizioni, quattro con l’edizione odierna, prevede lo svolgersi di un perCorso progressivo strutturato in tre momenti: azione, formazione e gesto corale conclusivo. Ogni partecipante che aderisce al ConCorso è invitato a compiere un gesto personale all’interno di una logica del concorrere al raggiungimento di un obbiettivo comune e condiviso, a livello culturale e sociale.

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