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Economia

Vigilanza privata, la protesta dei sindacati: "Salari fermi da 7 anni, una situazione insostenibile"

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs ritengono insoddisfacente l'ultimo incontro a livello nazionale: "Risulta più che mai imprescindibile rinnovare la contrattazione di riferimento"

Vigilanza privata, la rabbia dei sindacati: "Contratto scaduto e salari fermi da 7 anni"
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs hanno ritenuto "insoddisfacente" l'incontro tenutosi a livello nazionale lo scorso 21 dicembre per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata, che per i sindacati non avrebbe portato significativi avanzamenti nella trattativa. Perciò le organizzazioni sindacali hanno deciso di fare una campagna di assemblee informative a livello territoriale in tutti gli istituti operanti nel territorio di Forlì-Cesena per informare i personale interessato e discutere sulle prossime iniziative a sostegno della trattativa che proseguirà, con l'incontro fissato per il 10 gennaio.

"La situazione di stallo del settore che non vede aumenti di salario dal 2016, in quanto il CCNL risulta scaduto da dicembre 2015, consegna una fotografia drammatica aggravata dall’inarrestabile inflazione, e dall’aumento dei costi energetici - commentano Ana Laura Cisneros e Mirela Koroveshi di Filcams Cgil, Michele Dall’Ara di Fisascat Cisl, Anna Lisa Pantera e Martina Zignani di UilTucs - In questa situazione risulta più che mai imprescindibile rinnovare la contrattazione di riferimento per dare risposte salariali a chi ricopre un ruolo fondamentale per molteplici ambiti produttivi e di erogazione di servizi nel nostro paese in quanto garantisce: l’apertura e il funzionamento dei pubblici uffici, la sicurezza dei trasporti terra mare e aria, dei siti energetici pubblici e privati, dei siti di interesse storico e delle committenze private determinando impatto positivo sulla complessiva sicurezza della cittadinanza".
 
Le sigle sindacali chiedono inoltre "rispetto e dignità per i lavoratori e le lavoratrici del settore già mobilitati a Roma a maggio del 2022 in occasione dello sciopero nazionale della categoria, il quale ha consentito la ripresa delle trattative a livello nazionale". I sindacati "nel percorso di difesa e sostegno di questa categoria così poco valorizzata e sempre a rischio - chiedono - risposte urgenti, a fronte di retribuzioni insufficienti a garantire il sostentamento di questi lavoratori e delle loro famiglie", auspicando una soddisfacente conclusione della trattativa e riservandosi di promuovere, se necessario, ulteriori future iniziative pubbliche a sostegno. 

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