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Verghereto, le imprese chiedono più cave per garantire l'occupazione

Il direttivo di Confartigianato Valle del Savio presieduto da Elsa Cangini e il responsabile di delegazione Pierluigi Battistini hanno sottolineato che l'assetto istituzionale e i processi di aggregazione e fusione debbono essere finalizzati a migliorare il funzionamento della macchina amministrativa

Rafforzare il tessuto produttivo, le imprese e la qualità della vita e del lavoro nel comune di Verghereto e nel territorio montano è stato il tema saliente del confronto tenutosi nella sede di Confartigianato a San Piero in Bagno tra il sindaco di Verghereto Enrico Salvi e il direttivo di Confartigianato, promosso in occasione della verifica su un anno di mandato della amministrazione vergheretina.

"Rispetto a vent'anni fa quando feci il mio primo mandato da sindaco - ha detto Salvi - le cose sono molto peggiorate per chi amministra un Comune, specie se piccolo come il nostro e la carenza gravissima di risorse rende molto problematico assicurare i servizi fondamentali, così come le imposizioni del patto di Stabilità bloccano dal canto loro l'operatività dell'amministrazione. In questo scenario la fusione dei comuni limitrofi che presentano peculiarità similari è una strada da prendere in considerazione e infatti è stato avviato un progetto di fattibilità per verificare il rapporto tra i costi e i benefici della eventuale fusione, anche perché - ha rimarcato Salvi - almeno per quello che riguarda Verghereto l'esperienza della Unione dei Comuni non è finora soddisfacente e non stiamo ricevendo i benefici prospettati, anche perché abbiamo dovuto conferire ai Comuni tutte le funzioni e ora il Comune è svuotato".

Il direttivo di Confartigianato Valle del Savio presieduto da Elsa Cangini e il responsabile di delegazione Pierluigi Battistini hanno sottolineato che l'assetto istituzionale e i processi di aggregazione e fusione debbono essere finalizzati a migliorare il funzionamento della macchina amministrativa a beneficio di cittadini e imprese e ha messo in luce come il comparto produttivo abbia necessità di interventi più sinergici e integrati fra le varie municipalità. La posizione di Confartigianato nei confronti della attuale Unione dei Comuni è che l'efficacia di questo strumento si deve misurare dalla capacità o meno di ridurre la burocrazia e di omogeneizzare i regolamenti e le norme dei vari comuni: se la burocrazia invece di alleggerirsi al contrario finisce per crescere, vuol dire che l'Unione è inutile e anzi deleteria. Sintomatico è anche il fatto che prima dell'Unione dei Comuni fosse stato redatto un piano cave congiunto da parte dei tre comuni montani di Bagno di Romagna, Verghereto e Sarsina, finanziato dalla Regione, mentre ora i tre comuni stanno procedendo singolarmente, pur facendo parte dell'Unione, nella realizzazione dei piani comunali per recepire la variante generale adottata dalla Provincia.

"Si tratta di una evidente contraddizione - ha rimarcato il direttivo Confartigianato -: in ogni caso chiediamo al comune di Verghereto di accelerare i tempi di assegnazione dell'incarico visto che il 19 dicembre scadranno i termini e di risolvere il problema della difficoltà di reperimento del materiale fra cui spicca quello pregiato della pietra albarese. La nostra richiesta, inoltre, è di ampliare il piano inserendo le cave da frantoio (praticamente la ghiaia) per sviluppare attività a chilometro zero, fondamentali per incrementare un settore che, sia pur ridimensionato rispetto al passato, resta nevralgico per l'economia del nostro territorio montano e per assicurare la occupazione e la tenuta sociale".

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