Vendemmia, uve eccellenti. La siccità non riduce la produzione

In Romagna, alcuni vigneti di Sangiovese sono già oggi pronti per la vendemmia, alcuni matureranno nella norma, intorno al 20 settembre

Si chiama Bacco, come il dio del vino e della vendemmia, l’anticiclone che ha riportato il sole tra i vigneti del Bel Paese. Dopo le piogge che hanno dato un po’ di sollievo ai vigneti affaticati da un’estate da record si torna tra i filari per vendemmiare l' Albana e Sangiovese in Romagna. La speranza è che una buona escursione giorno-notte porti a completamento la maturazione delle uve, in molte zone provata dai sette anticicloni che da giugno ai primi di settembre hanno fatto alzare frequentemente la colonnina di mercurio sopra i 35°C con precipitazioni inferiori a 50mm.

Anticipo ed eterogeneità della maturazione
In Romagna, alcuni vigneti di Sangiovese sono già oggi pronti per la vendemmia, alcuni matureranno nella norma, intorno al 20 settembre, e in altri la raccolta avverrà solo più tardi, se la maturazione riuscirà a completarsi grazie alle precipitazioni di settembre. Anche per l’Albana si evidenzia una situazione analoga, mentre tra pochi giorni inizierà la raccolta del Trebbiano, che presenta invece una maturazione più regolare.

La qualità è buona in molte zone
Il 2012 sarà ricordato come la più scarsa degli ultimi 50 anni dopo la 2003. “La vendemmia 2012 sconta il gelo dell’inverno passato e la siccità dei mesi appena trascorsi, ma rientra anche in un trend più generale,” Commenta Gian Alfonso Roda, presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna. In tutta Italia dal 1996 al 2011 la produzione è andata calando anche in seguito agli incentivi per l’estirpazione dei vigneti: in alcune regioni il dato attuale è vicino alla metà di quello di 15 anni fa. In questo periodo la produzione emiliano romagnola è diminuita del 18% ma nello stesso tempo ha guadagnato una quota del 14% sul totale Italia superando la Sicilia e posizionandosi al secondo posto per produzione dopo il Veneto. Per il 2012, la produzione si può stimare intorno ai 6.130.000 hl, con un -5% sul 2011 risultante da consistenti perdite di prodotto in alcune aree dell’Emilia e dalla prevista sostanziale stabilità della produzione romagnola.”

Dal punto di vista qualitativo se ovunque la siccità ha pressoché azzerato il problema dei parassiti e delle muffe risultando in uve sane e con una forte concentrazione zuccherina, a fare la differenza è stata la possibilità di intervenire con adeguate irrigazioni di soccorso. Ove queste sono state possibili i vigneti non presentano segni di stress idrico, mentre quelli gestiti senza questo tipo di accorgimenti, particolarmente in collina, presentano, oltre al decremento quantitativo, anche un’incognita sulla qualità, rispecchiando una più generale difficoltà che interessa tutto il vigneto nazionale.

La situazione
Anche in Romagna la siccità ha creato problemi di maturazione ma non si prevede un calo nella produzione complessiva: “l’annata 2012 è caratterizzata da gradazioni zuccherine abbastanza elevate e da rese uva/vino inferiori alla media, con zone di criticità nel territorio collinare per problemi da carenza idrica a seconda della tipologia del suolo.” Afferma Giordano Zinzani, Presidente del Consorzio Vini di Romagna, “Le precipitazioni sono state un toccasana e le uve mostrano una buona concentrazione e colori intensi. Tuttavia è ancora presto per fare previsioni precise sulla qualità del vino.”

Il mercato: continua a crescere la domanda internazionale
Continua a crescere la domanda internazionale, mentre il consumo pro-capite nazionale va a picco, con previsioni per il 2012 di circa 40 litri annui (erano 45 cinque anni fa). Queste due tendenze parallele, insieme alle politiche europee volte a favorire la promozione fuori dall’Unione, hanno portato al sorpasso dell’export sulle vendite interne: il 60% del vino italiano è venduto fuori dai confini nazionali, per un valore complessivo di 4,4 Miliardi di Euro. La quota nordamericana si è consolidata al 27% grazie alla ripresa del mercato statunitense; l’Estremo oriente continua a crescere in particolare grazie alla Cina; il dinamismo del mercato brasiliano ha contribuito al raddoppio della quota assorbita il Sud America, che oggi tocca il 2%.

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“In questo contesto,” commenta Gian Alfonso Roda, Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna, “la nostra regione continua a distinguersi per una crescita superiore alla media frutto della capacità imprenditoriali dei produttori e dell’attività di supporto, promozione e coordinamento di Enoteca Regionale. Nel 2011 l’Emilia Romagna ha esportato vino per 307 Milioni di Euro, con un aumento del 15,8% rispetto all’anno precedente (l’Italia è cresciuta nello stesso periodo del 12,4%). Il dato è tanto più significativo se si considera che l’aumento percentuale a valore è superiore all’aumento dei volumi, evidenziando da un lato un aumento della qualità del vino emiliano romagnolo presente sui mercati internazionali e dall’altro una riduzione delle vendite di vino sfuso a favore dell’imbottigliato.”

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