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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Economia

Una targa per lo storico barbiere che va in pensione: "Mi ricordo i tagli di domenica, dovevo calmare i clienti tifosi"

“Cominciai a lavorare nel 1954, dopo il primo anno della scuola di avviamento commerciale" rievoca Barocci premiato da Confartigianato

Targa al valore artigiano per  Umberto Barocci, 81 anni, storico barbiere con l'attività dal 1957 in via Subborgo Eugenio Valzania, in pensione da fine anno. Soglianese di nascita, venne ad abitare a Cesena nel dopoguerra. Gliel'hanno consegnata nella sede di via Alpi  il presidente di Confartigianato cesenate Stefano Ruffilli, il vicesegretario Giampiero Placuzzi e la coordinatrice sindacale Cristiana Suzzi, per la fulgida e onorata carriera e la fedeltà associata pluridecennale alla organizzazione.

“Cominciai a lavorare nel 1954, dopo il primo anno della scuola di avviamento commerciale – rievoca Barocci – e ho fatto tanta gavetta da vari barbieri da cui ho imparato il mestiere, fra cui Tonino Degli Angeli di cui ho rilevato il salone mettendomi in proprio. Scoprii subito di essere tagliato, avevo la mano buona e mi innamorai di questo lavoro. Se rinascessi  o finirei la scuola, o rifarei il barbiere, magari tutte e due le cose. Di che cosa sono più orgoglioso? Di avere avuto fino all'ultimo come clienti famiglie alla quarta generazione, dal nonno al babbo, al figlio al nipote; dei rapporti di amicizia e confidenza con i clienti e delle tante risate che ci siamo fatti. Quando si lavorava anche di domenica, mentre tagliavo i capelli, ascoltavamo 'Tutto il calcio minuto per minuto' e dovevo dire ai clienti tifosi di stare fermi in poltrona per non fare 'sghetti': le partite iniziavano alle 14.30 e c'era chi mi portava per  pranzo il cestino di Casali. Ai tempi di 'Lascia e raddoppia' con Mike Bongiorno, i clienti venivano a farsi i capelli al sabato sera tardi dopo essere andati al bar a vedere la trasmissione.  Solo per  il covid ho dovuto fermarmi a causa del lockdown: a tanti clienti per decenni ha fatto regolarmente barba e capelli per cinquant'anni”.

“La gioia più grande per  me – aggiunge Barocci - è che ci sarà continuità. Mia figlia ha fatto un altro lavoro, però ho trovato un erede, l'acconciatore ventottenne che ha preso in affitto l'immobile e proseguirà l'attività del salone di acconciatura. Altri colleghi, lasciando, non hanno avuto questa fortuna”. “Barocci, come tanti altri acconciatori cesenati alcuni dei quali hanno lasciato di recente l'attività – rimarca Confartigianato cesenate - ha nobilitato questo mestiere ed è stato creatore di valore artigiano tenendo alto il nome di una categoria che nel territorio gode di grande e meritata reputazione”.

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