Una delegazione della Uila Cesenate a Montecitorio contro l’estensione dei voucher

Chiarisce Scarponi: "Dobbiamo segnalare che l’incremento da 2.500 a 5 mila euro dell’importo che l’azienda può pagare al singolo prestatore in voucher equivale alla retribuzione di 70 giornate di lavoro dipendente agricolo

Una delegazione del sindacato agroalimentare della Uil di Cesena, rappresentata dal segretario Alessandro Scarponi, ha partecipato giovedì alla manifestazione di protesta a Montecitorio contro l’estensione dei voucher in agricoltura. "Non è uno scontro ideologico contro il Governo Lega-Cinquestelle, come abbiamo avuto modo di dire più volte - premette Scarponi -. Noi giudichiamo l’operato di un Esecutivo nel merito delle scelte. E per quanto riguarda i Voucher la nostra protesta era inevitabile visto la norma che si intende approvare".

Chiarisce Scarponi: "Dobbiamo segnalare che l’incremento da 2.500 a 5 mila euro dell’importo che l’azienda può pagare al singolo prestatore in voucher equivale alla retribuzione di 70 giornate di lavoro dipendente agricolo. Visto che in agricoltura non si fa un lavoro accessorio, interpretiamo questa come una scelta precisa che tende a destrutturare il lavoro stagionale dei braccianti agricoli. Se dovesse passare la proposta di questo Governo vuol dire che lo Stato rilascerà alle aziende un salvacondotto da mostrare alla Guardia di Finanza o ad altre istituzioni a dimostrazione di un rapporto di lavoro assolutamente improbabile".

"Questo emendamento garantisce all’azienda di disporre di un lavoratore per un arco temporale di dieci giorni con una garanzia minima di lavoro quattro ore per l’intero periodo - continua il sindacalista -. In pratica 20 minuti al giorno. Se arriva un’ispezione è tutto a posto, non c’è bisogno di dimostrare che si applica un contratto di lavoro e che quel lavoratore è sottoposto a un grave sfruttamento. La norma che si intende sostituire fissa invece l’arco temporale a tre giorni e garantisce al lavoratore una prestazione minima di 4 ore al giorno. Qui le quattro ore sono rapportate a dieci giorni. È una vergogna".

"Lega e Cinque Stelle prevedono che per qualsiasi impresa lavorino, pensionati, studenti, disoccupati e percettori di sostegno al reddito presentino all’Inps un’autocertificazione - continua Scarponi -. Questa renderà i lavoratori alla disperata ricerca di un’occupazione ancora più deboli. Pur di lavorare, li si costringerà a dichiarare anche il falso, ad esempio che fanno gli studenti. In più questa norma rovescia l’onere della prova. Oggi è in carico all’azienda, se l’azienda assume una persona che non ha i requisiti paga un’ammenda perché compie una violazione".

Chiosa Scarponi: "Approvato il decreto, questo onere è a carico del lavoratore e l’azienda non sarà colpita da nessuna sanzione se si scopre che quel lavoratore non ha i requisiti di legge. Il Governo, come ha spiegato Di Maio, prevede anche l’estensione alle imprese del turismo che hanno fino a 10 dipendenti. Tutto questo porta verso una destrutturazione del lavoro stagionale, ad una precarizzazione ulteriore dei rapporti di lavoro, e all’eliminazione di diritti essenziali per i lavoratori di questo paese. Di fatto la persona remunerata con i voucher non avrà diritto al trattamento di disoccupazione, né alla tutela della maternità, non avrà di fatto la possibilità di usare la contribuzione versata ai fini pensionistici".

"Il provvedimento si accanisce nei confronti di lavoratori precari rendendoli più precari e privandoli dei diritti che un paese civile ha costruito - conclude Scarponi -. Questo Governo si sta caratterizzando per le tante idee e molto confuse e da questo atteggiamento possono nascere solo tante incertezze delle quali il paese in questo momento non ne ha bisogno. La proposta di estendere l’utilizzo dei Voucher è una grande contraddizione. Non si può spacciare un decreto che si pone l’obiettivo di ridurre il lavoro precario e poi ampliare l’utilizzo dei voucher, privando i lavoratori di tutele e di diritti essenziali, rendendoli ancora più deboli e più facilmente ricattabili. La Uila e tutto il Sindacato si sta mobilitando per far si che questo pericoloso strumento, che crea solo lavoro nero legalizzato, non passi. L’Italia e la dignità delle persone non ne hanno bisogno".

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