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Turismo, primi bilanci: gli operatori chiedono modernità, promozione e più eventi

L'indagine, spiega l'associazione di categoria, "scaturisce dall’esigenza di monitorare l’andamento della stagione turistica 2016 ed in particolare valutare lo stato della situazione delle imprese turistiche romagnole".

Come è andata la stagione turista della riviera cesenaticense? "I dati ufficiosi delineano una estate scarsa di arrivi fino alla prima settimana di luglio e poi buoni risultati fino a settembre". E' quanto emerge da un'indagine svolta dal Centro studi della Confesercenti Cesenate, su un campione di 100 imprese del territorio di riferimento. L'attività, spiega l'associazione di categoria, "scaturisce dall’esigenza di monitorare l’andamento della stagione turistica 2016 ed in particolare valutare lo stato della situazione delle imprese turistiche romagnole".

La ricerca è stata realizzata attraverso una raccolta ed elaborazione dati ed interviste ai titolari di imprese turistiche. Lo stato del turismo romagnolo è stato analizzato con uno studio suddiviso in 4 punti: dapprima la situazione economica nazionale, l’andamento della stagione turistica 2016, poi il parere delle imprese ed infine le proposte/conclusioni. La rilevazione è stata effettuata tramite un sondaggio telefonico nei giorni 12-13-14 settembre.

Dall'analisi emerge che "i dati provvisori e limitati a luglio non permettono analisi piu’ dettagliate su presenze ed arrivi. I ricavi low cost e la diminuzioni dei profitti anche se in miglioramento si confermano come problematiche principali". Infine i "mercati esteri e quindi le presenze straniere sono problemi aperti da tempo e non si intravedono segnali di ripresa". Da gennaio a luglio gli arrivi sono stati 322.708, in aumento rispetto agli anni precedenti (nel 2013 furono 289.634). Le presenze sono passate da 1.809.477 del 2015 a 1.651.441 (il picco risale al 2012 con 2.124.168).

Se si aggiungono anche i comuni di Gatteo, San Mauro e Savignano, nei primi sette mesi gli arrivi sono stati 432.331, mentre le presenze sono state 2.301.544. La media dei giorni di presenza è scesa da 6,78 giorni nel 2012 ai 5,32 giorni di quest'anno. Il 16% degli operatori interpellati ha dichiarato di aver avuto un aumento del fatturato rispetto al 2015, mentre il 61% non ha subito variazioni. Solo il 23% ha riferito di aver avuto una diminuzione. Il 10% ha riferito di aver avuto un aumento dell'utile, mentre il 42% una flessione. Appena l'8% ha dichiarato di aver avuto un miglioramento della sua impresa rispetto ai 12 mesi precedenti, mentre il 24% ha segnalato addirittura un peggioramento.

Il 20% degli operatori ha ammesso che la stagione estiva è andata meglio rispetto a quella dell'anno precedente, mentre il 18% che è andata peggio. Contrastanti le opinioni su come come il modello turistico romagnolo stia reagendo alla crisi: per il 13% come a livello nazionale, per il 36% meglio che in altre zone d'Italia, per il 39% peggio che in altre zone d'Italia, mentre l'12% non si è sbilanciato. Per il 48% non vi sarà un miglioramento della situazione turistica in Riviera. Il 40% è invece ottimista: il 15% prevede un miglioramento nel 2017, il 67% tra il 2018 e il 2019 e il 18% a lungo termine dopo il 2019.

Per migliorare il modello turistico romagnolo, il 9% invoca una diminuzione delle tasse, una 12% una diminuzione del peso della burocrazia, il 32% un miglioramento della viabilità e dei trasporti, il 13% maggior interventi per stimolare i consumi, il 12% una flessione del costo del personale, il 10% un miglioramento dell'accesso al credito e il 12% più iniziative promozionali di livello, come la Notte Rosa. Per un rilancio del modello turistico il 33% invoca strutture ricettive più moderne, il 7% prezzi più alti, l'8% prezzi più bassi, il 29% una maggiore promozione all'estero, il 10% aumentare le offerte "tutto compreso", mentre il 13% ha optato per altre opzioni.

Dalla ricerca, conclude Confesercenti, emerge la necessità di migliorare le infrastrtture per raggiungere le località balneare; strutture piu’ moderne e maggiore promozione sono le azioni piu’ richieste; la consapevolezza che il modello turistico attuale va aggiornato, migliorato e valorizzato; e maggiori iniziative grandi e minori piccole iniziative, come mercatini, fiere ed altro".

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