Economia

Trevi, il cda approva il progetto di bilancio: "Ci lasciamo questo annus horribilis alle spalle"

Il Consiglio di Amministrazione di Trevi ha esaminato ed approvato il progetto di bilancio  individuale e il bilancio consolidato relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2020

Il Consiglio di Amministrazione di Trevi ha esaminato ed approvato il progetto di bilancio  individuale e il bilancio consolidato relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2020.  I principali dati indicano 491,3 milioni di euro di ricavi, (nel 2019 erano 632,2 milioni di euro). La posizione finanziaria netta è pari a 269,4 milioni di euro (736,4 milioni di euro al 31 dicembre 2019). E' stata deliberata la convocazione dell'assemblea ordinaria dei soci per il 31 maggio 2021, e in seconda convocazione il 1 giugno 2021.

"L’esercizio 2020 - spiega una nota dell'azienda cesenate - ha visto il Gruppo Trevi impegnato nell’implementazione dell’operazione di rafforzamento patrimoniale e di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario approvata dal Consiglio di Amministrazione  il 17 luglio 2019. Un piano da attuarsi nell’ambito di un accordo ex articolo 182 bis della Legge Fallimentare per la quale era stata ottenuta l’omologa dalla Corte d’Appello di  Bologna il 10 gennaio 2020. Nonostante il diffondersi della pandemia da Covid-19, che ha significativamente  influenzato l’operatività del Gruppo nell’esercizio, durante il primo trimestre si è realizzata la cessione  della Divisione Oil&Gas conclusasi il 31 marzo 2020. Inoltre è stato perfezionato l’aumento di capitale, lanciato in Borsa alla fine del mese di aprile e  completato il 29 maggio 2020".

“Nonostante il diffondersi della pandemia da Covid-19, che ha significativamente influenzato l’operatività del  Gruppo - sottolinea Giuseppe Caselli, Amministratore Delegato del Gruppo Trevi – le azioni che abbiamo  adottato ci hanno permesso di affrontare la pandemia, di completare con successo la complessa operazione  di ripatrimonializzazione e di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario del Gruppo, di rivedere la  struttura organizzativa del Gruppo per meglio posizionarlo sui mercati internazionali e di ridurne i costi  operativi. Ciò premesso, ci lasciamo questo annus horribilis alle spalle con la consapevolezza che il Gruppo  ha dimostrato una straordinaria resilienza, raggiungendo comunque risultati incoraggianti, e con la concreta  fiducia, suffragata dagli andamenti dei primi mesi dell’anno, che il 2021 può rappresentare, anche in virtù  del frame work internazionale positivo che circonda l’intero settore delle costruzioni e infrastrutture, un anno  di rilancio”. 

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