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Tre Piazze, Patrignani: "Confcommercio aperturista? La linea è rilanciare il centro storico"

"Io  credo - prosegue Patrignani - che bellezza possa salvare Cesena, e quindi ben vengano progetti che la rendano più attrattiva in una logica non museale, ma di pieno utilizzo e fruibilità"

"E' stato osservato a proposito del mio intervento sul progetto delle Tre Piazze  che Confcommercio sposa una linea aperturista. In realtà l'unica linea che sposiamo è quella del rilancio del centro con tanti interventi integrati che valorizzino le sue funzioni essenziali: commerciale, culturale, residenziale. Non solo: il centro va ripopolato anche di altro, penso alle attività terziari, alle botteghe artigiane  e agli uffici, grazie a una sua piena fruibilità e accessibilità con tutti i mezzi di locomozione, auto inclusa visto che sempre più vengono prodotte meno inquinanti. Il centro non è un museo, è un luogo di vita, pieno di bellezza". Così Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate.

"Io  credo - prosegue Patrignani - che bellezza possa salvare Cesena, e quindi ben vengano progetti che la rendano più attrattiva in una logica non museale, ma di pieno utilizzo e fruibilità. Senza commettere errori del passato. Sul progetto delle Tre Piazze ribadisco: è stato approvato, e l'amministrazione ha deciso di realizzarlo. A questo punto guardiamo al presente e al futuro: serve un rigoroso rispetto dei tempi e vanno evitati o ridotti al massimo disagi ai negozianti e ai residenti. Approfittiamo intanto del tempo  e delle opportunità per programmare ed effettuare altri interventi di rigenerazione urbana, innovazione dell'arredo urbano, adeguamento della sosta. Confcommercio è pronta a dare il suo contributo costruttivo.La bellezza salverà il centro di Cesena e i commercianti, a patto che naturalmente non siano ostacolati e contrastati,  saranno  protagonisti della rinascita. Un centro senza commercio non è più centro, ma desolazione. Si affianchino i commercianti con tutte le misure necessarie alla conservazione e all'implementamento della rete distributiva  - riduzione di tasse e tariffe incluse - e, come cesenati, sosteniamoli amichevolmente da clienti, in particolare ora che hanno grande bisogno di sostegno nei fatti. Le parole, senza di essi, contano poco". 

"Il futuro non si chiude", la campagna di Confcommercio

"Il Futuro non (si) chiude" è la campagna nazionale avviata anche a livello territoriale dalla Confcommercio. Un messaggio forte per la ripartenza delle attività economiche. Sono coinvolte tutte le associazioni e le federazioni del sistema confederale. 

"Anche il cesenate è in prima linea. Il nostro - afferma il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani - vuol esser  segnale forte per far sentire la voce delle imprese che stanno pagando un conto pesantissimo alla pandemia ma che non vogliono arrendersi e chiedono, in sicurezza, di poter ripartire Nell’ambito di un unico format, verranno sviluppate iniziative proprie per far passare in modo ancora più capillare il messaggio di Confcommercio al Governo: ristori più robusti e tempestivi per il settore. Ad accompagnare visivamente lo slogan della campagna, ci saranno un video e scatti fotografici d’autore per mostrare, nel modo più realistico possibile, gli effetti della pandemia soprattutto nel commercio, nel turismo e nella cultura.  

"I settori economici rappresentati da Confcommercio - aggiunge Patrignani - sono quelli maggiormente colpiti dagli effetti della pandemia e dei conseguenti provvedimenti adottati. Per le imprese di questi settori, il tema dei cosiddetti ristori resta, dunque, centrale. E, rispetto al decreto “Sostegni”, vanno decisamente rafforzate le risorse dedicate ai ristori che verranno riconosciuti ad imprese e partite Iva a fronte delle perdite di fatturato medio mensile registrate nel 2020 rispetto al 2019. Ristori che dovranno essere anche più inclusivi in termini di parametri d’accesso e più tempestivi in termini di meccanismi operativi. È, inoltre, fondamentale prevedere un adeguato sostegno alla finanza territoriale, a partire da quella dei Comuni, affinché si possa ridurre o azzerare la pressione di imposte e tributi locali nei confronti delle imprese rimaste chiuse o fortemente penalizzate per i vari lockdown. Sul versante degli ammortizzatori sociali occorre una riforma strutturale, ferma restando l’esigenza per le imprese del terziario di mercato di una proroga ampia della Cassa Covidd 19 senza contribuzione addizionale e senza distinzioni dimensionali. Tanto più se in presenza di ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti. Riduzione strutturale del cuneo fiscale sul costo del lavoro, dunque, e riforma degli ammortizzatori sociali all’insegna dell’inclusività delle prestazioni e della sostenibilità della contribuzione".

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