Tra vantaggi e insidie crescono gli artigiani sui social e Facebook

Da un indagine effettuata da Confartigianato cesenate su un campione di 50 imprese che hanno la realizzato pagina Facebook sono emerse luci, ma anche ombre

Facebook, Twitter e i social media sono uno strumento comunicativo complementare a cui le imprese artigiane anche meno strutturate ricorrono con sempre maggior frequenza. Nel corso degli ultimi due anni è salito del 40% il numero di quelle nel territorio cesenate, che hanno creato una pagina Facebook. Nel 2010, stando a uno studio realizzato dall’Università Iulm di Milano, solo il 9% delle piccole aziende italiane facevo uso dei nuovi strumenti di comunicazione, mentre ora si è saliti al 65%. Ciò che più attrae le imprese nel mondo dei social e di Facebook il fatto che le chance commerciali offerte dai social network sono a costo zero. Cresce nel contempo in maniera rilevante il fenomeno dell'artigianato digitale: ammontano a 10.460 le imprese impegnate nella realizzazione di siti internet, realizzazione di portali web, produzione software e commercio elettronico.

Da un indagine effettuata da Confartigianato cesenate su un campione di 50 imprese che hanno la realizzato pagina Facebook sono emerse luci, ma anche ombre. "Da un lato - rivela Confartigianato - gli utilizzatori registrano la soddisfazione per l'aumento del giro della clientela attraverso la promozione in rete e anche per l'utilità di tenere il rapporto aperto con clienti e interlocutori nelle chat, una forma di comunicazione, in particolare per le imprese dell'artigianato di servizio,  che si rivela molto utile anche per raccogliere suggerimenti e stimoli a migliorare i servizi. Utilissime le pagine Facebook anche per promuovere eventi e iniziative sempre più frequenti da parte di imprese singole o che collaborano, sia in centro sia in periferia".

"D'altro canto si segnala anche, nelle chat cesenati, episodi di uso improprio dei canali comunicativi in rete con persone che inviano messaggi non costruttivi e a tratti disfattisti e offensivi, come ad esempio ultimamente un invito insulso a boicottare l'acquisto nei negozi del centro - prosegue l'analisi -. Nulla da drammatizzare perché in rete, dove c'è totale libertà di navigazione e su questo bisognerebbe riflettere e trovare antidoti, c'è spazio purtroppo anche per chi difetta di educazione, civismo, ma è inevitabile che le tante nostre imprese che investono su questa forma di comunicazione possano sentirsi mortificate e contrariate quando si sentono vittime di attacchi assurdi e ingiustificati, come ci è stato segnalato da parte di alcune che da anni investono sulla loro presenza in rete e sui social. In soccorso, però, in queste situazioni debbono sempre venire il senso comune e la naturale cautela".

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