Economia

Tengono le imprese femminili: in calo le ditte individuali. Crescono le società di capitale

Nonostante l’acuirsi della crisi economica le imprese in rosa sono solo lievemente diminuite (-51 unità, -0,1 per cento), rispetto alla stessa data del 2012.

L’imprenditoria femminile si conferma tra le componenti più dinamiche del sistema produttivo. Al 31 marzo, le imprese attive femminili in Emilia-Romagna erano 89.179, pari al 21,2 per cento del totale.È quanto risulta dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio di fonte InfoCamere elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna. Nonostante l’acuirsi della crisi economica le imprese in rosa sono solo lievemente diminuite (-51 unità, -0,1 per cento), rispetto alla stessa data del 2012.

Gli effetti della difficile congiuntura sono stati però ben più sensibili per le imprese non femminili, che si sono ridotte di 4.653 unità (-1,4 per cento). In Italia le imprese femminili (1.258.116) hanno subito una più ampia flessione (-0,5 per cento).  Solo in Toscana, Trentino-Alto Adige e Lombardia si è registrata una crescita (+0,2 per cento in ognuna), ma in tutte le altre la contrazione è stata più intensa di quella rilevata in Emilia-Romagna, fino a giungere al -1,9 per cento della Liguria.

La forma giuridica - Le imprese più strutturate fanno fronte meglio alla crisi e al blocco del credito. Le società di capitale sono aumentate di 307 unità, +2,7 per cento, e sono il 13,1 per cento del imprese rosa. Le cooperative e i consorzi (+91 unità) continuano a fare registrare la crescita più rapida (+7,6 per cento). La riduzione delle imprese “rosa” è da attribuire alle ditte individuali (-403 unità, -0,7 per cento) e solo in seconda battuta alle società di persone (-46 unità, -0,2 per cento)

Settori di attività economica - Alla riduzione delle imprese femminili hanno contribuito principalmente la continua storica contrazione in agricoltura (-322 unità, -2,2 per cento) quindi le diminuzioni nel commercio (-156 unità, -0,6 per cento) e nella manifattura (-79 unità, -0,9 per cento). All’opposto, i maggiori contributi positivi sono derivati dall’auto impiego nei servizi di ristorazione (+160 unità, +2,2 per cento) e dall’aumento nei servizi alle imprese di quelli per edifici e paesaggio (+91 unità, +5,9 per cento). Sono in crescita anche le imprese delle costruzioni (+84 unità, +2,2 per cento) e delle attività immobiliari (+81 unità, +1,3 per cento).

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